Di Maio: "Ora serve sostanziale riduzione del carico fiscale. Meno tasse e meno burocrazia"

Il ministro degli Esteri ha rilasciato un'intervista all'Huffington Post e l'ha condivisa sui suoi social.

Luigi Di Maio ministro degli Esferi

Luigi Di Maio ha rilasciato oggi un'intervista all'Huffington Post e ha parlato principalmente della situazione economica in cui si trova l'Italia mentre lotta contro il coronavirus. Presentando l'intervista sulla sua pagina Facebook, il ministro degli Esteri ha estrapolato un passaggio, quello evidentemente per lui più significativo:

"La priorità di questo governo è e deve essere quella di ascoltare i cittadini, le imprese, le famiglie. Da poco sono stati stanziati 55 miliardi che serviranno a dare ossigeno a imprese e lavoratori. Ma ovviamente non possiamo fermarci. È naturale che di fronte a imprese che hanno subito uno stop, partite iva che non hanno lavorato, cittadini che si sono ritrovati in difficoltà lo Stato debba pensare di intervenire anche con una sostanziale riduzione del carico fiscale. Bisogna puntare a un obiettivo chiaro: meno tasse e meno burocrazia"

Nell'intervista Di Maio spiega:

"Penso che in una situazione straordinaria sia opportuno intervenire con strumenti straordinari. È naturale che di fronte a imprese che hanno subito uno stop, partite iva che non hanno lavorato, cittadini che si sono ritrovati in difficoltà lo Stato debba pensare di intervenire anche con una sostanziale riduzione del carico fiscale. Bisogna puntare a un obiettivo chiaro: meno tasse e meno burocrazia. Bisogna essere cauti e prudenti nella ripartenza, ma prendere al contempo consapevolezza che il Paese deve riaccendere i motori e per farlo bisogna mettere le imprese in condizioni di operare. Servirebbe una tregua tra cittadini e Stato, servirebbe fermare l’approvazione di nuove leggi, se non quelle legate all’emergenza, cancellando allo stesso tempo almeno 1000 leggi inutili per le imprese incluse tantissime norme del codice degli appalti. E lavorare ad una riscossione delle tasse coscienziosa. Sono tutti temi su cui i ministri interessati hanno già avuto modo di esprimersi e io li sostengo"

A chi, come Matteo Renzi, sostiene che il governo abbia avuto poco coraggio nelle riaperture, Di Maio replica:

"Non voglio commentare le altre forze politiche, qui siamo tutti sulla stessa barca. Saranno i fatti a parlare. Se pensiamo al consenso elettorale allora possiamo riaprire tutto già domani. Se vogliamo agire tutelando la vita dei cittadini allora la via da intraprendere è quella della prudenza. Stiamo ascoltando la comunità scientifica che ci dice di fare attenzione a nuovi contagi per via delle riaperture, dunque la cosa più intelligente da fare è quella di riaprire in maniera graduale e testare anche l’evoluzione del virus. Su questo comunque voglio essere chiaro: se i dati saranno confortanti nulla ci vieterà di pensare di accelerare con le riaperture. Vede io ogni giorno mi soffermo molto sul bollettino della protezione civile, gli ultimi dati sono incoraggianti ma alla voce morti vedo sempre un numero rilevante. Che scende per carità, ma ogni giorno continuano ad esserci centinaia di vittime. È doloroso. Bisogna lavorare per dare risposte agli italiani, le polemiche lasciano il tempo che trovano"

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