Burioni: "Siamo pronti a identificare e isolare i nuovi casi?". Arcuri: "Distribuiremo altri 5 milioni di tamponi"

Botta e risposta a "Che tempo che fa".

Arcuri e Burioni da Fazio

Nella puntata di questa sera di "Che tempo che fa" su Raidue anche questa sera è intervenuto il virologo Roberto Burioni che, oltre a dare risposte, ha anche fatto qualche domanda:

"Se domani un lavoratore in una fabbrica ha 38 di febbre, siamo pronti a fargli il tampone? A tracciare tutti i contatti? A isolarlo per davvero, non a casa che poi contagia i famigliari? Dobbiamo fare un appello al sacrificio. Io spero che eventuali mancanze saranno coperte da una maggiore attenzione e un maggiore scrupolo. La capacità di individuare i casi e isolarli è fondamentale, questo è quello che ci può salvare da una ricaduta, perché il virus c'è ancora. Adesso non possiamo farci prendere in contropiede, perché non possiamo vanificare i sacrifici fatti"

Sulla necessità di indossare le mascherine, Burioni ha spiegato:

"Su questo virus ogni giorno impariamo qualcosa e una cosa che abbiamo imparato è il grandissimo numero di asintomatici che esistono. Dunque tutti possiamo essere malati e per questo ognuno di noi deve portare la mascherina, oltre a rispettare le altre due norme, ossia distanza e igiene personale"

E invece, per quanto riguarda i bambini, ha precisato:

"Una delle cose che abbiamo visto è che i bambini non si ammalano, la domanda è: ma si infettano e non si ammalano o proprio non si infettano? Uno studioso tedesco ha scoperto che la carica virale che c'è nei bambini è identica a quella degli adulti. Altri studi hanno confermato questa stessa informazione. Il tasso di attacco è identico nei bambini e negli adulti, solo che nei bambini non c'è la febbre e non ci sono i sintomi, ma i bambini possono essere un serbatoio di contagi"

Burioni ha poi detto di sperare che "lo scenario ideale è che si riesca a identificare e isolare subito gli eventuali focolai", ma "l'altro scenario è una ripartenza del virus, che si verifica se noi abbassiamo la guardia". Subito dopo Fabio Fazio ha girato la domanda iniziale di Burioni al commissario per l'emergenza coronavirus Domenico Arcuri, il quale ha risposto:

"Da domani non cambia nulla rispetto a questa situazione. Dobbiamo tutti capire che dobbiamo trovare un equilibrio responsabile. Al punto più alto del contagio l'indice R0 oscillava tra 3 e 4, in questi giorni l'indice è sceso tra 0,5 e 0,7, quindi siamo riusciti a ridurre i contagi. Ora chiediamo igiene, distanziamento, evitare assembramenti. Ma non basta. Servono altre tre cose: mascherine, tamponi e test sierologici, oltre al tracciamento. Il dipendente che sta male deve farsi subito un tampone. Noi abbiamo distribuito 3,7 milioni di tamponi nel territorio. Nelle prossime ne distribuiremo altri 5 milioni. L'Italia è il Paese europeo grande che ha fatto più tamponi in base al numero di abitanti. I dispositivi di protezione individuale, se anche non fossero indispensabili, è bene che i cittadini li usino comunque"

E sulle mascherine Arcuri ha aggiunto:

"Io ieri ho sottoscritto un accordo con le associazioni di Farmacie e Parafarmacie che da domani venderanno le mascherine a 50 centesimi al netto dell'Iva. Abbiamo abbassato se non azzerato la speculazione. Abbiamo firmato anche un accordo con associazioni di distributori che da domani venderanno le mascherine in 50mila punti vendita al prezzo giusto"

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