Bellanova: "Lavoratori stranieri vanno regolarizzati" e minaccia le dimissioni

Teresa Bellanova

Aggiornamento ore 22:30 - Si acuisce lo scontro in seno al governo circa la regolarizzazione dei migranti pretesa dal ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova la quale avrebbe detto di essere disposta a dimettersi per questa battaglia perché non può permettere “che i lavoratori siano lasciati nelle mani dei caporali”.

Il Premier Conte ha tenuto oggi una riunione con la stessa Bellanova e con gli altri ministri Nunzia Catalfo (Lavoro), Luciana Lamorgese (Interno) e Beppe Provenzano (Sud). L’incontro è stato molto teso e fonti del governo hanno lasciato trapelare che non si è trovata ancora alcuna mediazione.

Domani si tornerà sull’argomento, forse dopo che il Premier Giuseppe Conte avrà incontrato la delegazione di Italia Viva, il partito di Bellanova. Maria Elena Boschi, Ettore Rosato e Davide Faraone sono infatti stati convocati a Palazzo Chigi. Il partito fondato da Matteo Renzi ha fatto sapere che al Presidente del Consiglio parlerà anche di economia e della questione Bonafede.

"Immigrati sono fondamentali in agricoltura

La ministra per le Politiche agricole e forestali Teresa Bellanova (Italia Viva) riaccende le tensioni nella maggioranza in merito alla regolarizzazione dei lavoratori stranieri. Si parla di 600mila persone.

Bellanova a Radio 1 dice stamattina che la sua "non è una battaglia strumentale per il consenso. Queste persone non votano. Se non passa, rifletterò sulla mia permanenza al governo. Non sono qui per fare tappezzeria".

Secondo Bellanova "per anni si è fatta passare l'idea che gli immigrati vengono a toglierci il lavoro. Invece sono fondamentali in agricoltura, ma anche come badanti. Puntiamo a un permesso di soggiorno temporaneo di 6 mesi, rinnovabile".

Sul tema della regolarizzazione le sensibilità nella maggioranza sono diverse. Come spiega Vito Crimi, reggente del M5S, il punto "non è la regolarizzazione degli immigrati irregolari ma l'emersione del lavoro nero. Se su quello vogliamo lavorare, e una parte dei testi che ho letto vanno in quella direzione, ok. Ma se come ho potuto leggere c'è anche una parte di testo di intenzioni di fare una sanatoria modello Maroni, noi non ci stiamo".

A provare a smorzare i toni ci pensa la ministra degli Interni Luciana Lamorgese, intervenendo a Radio anch’io: "Sul tema dell’emersione dal lavoro in nero ieri abbiamo avuto un primo incontro e c’è condivisione. Riguarderà anche gli italiani oltre che gli stranieri perché tanti sono in questa condizione e su questo spero nelle prossime ore si arrivi a un testo definito".

La titolare del Viminale, dopo aver fatto i complimenti agli italiani in questo avvio di fase 2, ha fatto sapere anche di aver "emanato una direttiva ai prefetti per sollecitare la massima attenzione sui rischi di inquinamento dell’economia legale connessi al contesto di questa emergenza".

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