Milano: è liberi tutti per strada e nei parchi. Galli: "Si rischia di richiudere tutto"

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Dopo i primi giorni di “responsabilità” da parte dei cittadini lombardi, si segnalano folle sui Navigli, assembramenti nei parchi e mancato rispetto delle distanze di sicurezza. La fase 2 è diventata nel giro di poche ore un liberi tutti? È quanto sostengono tanti cittadini milanesi, che segnalano la presenza di troppe persone senza mascherina e che violano i divieti. C’è tanta voglia di tornare ad una vita normale, alle condizioni pre-virus, insomma, ma Massimo Galli, primario all'ospedale Sacco, avvisa: "La città è una bomba, si rischia di richiudere di nuovo tutto".

Su Twitter e Facebook ci sono già tantissimi video e foto che mostrano tantissime persone senza mascherina sui Naviglia all’ora dell’aperitivo. Chi condivide scatti e clip chiede al sindaco Sala di inasprire i controlli tramite la polizia municipale. E la risposta del primo cittadino non tarda ad arrivare: "Capisco che è difficile - le parole riportate da Tgcom 24 - ma adesso cominceremo a fare un'opera di pulizia e sanificazione di tutti gli spazi giochi e cercheremo anche di tenere lontana la gente. Appena si potrà ripartiremo anche da una situazione sanificata". Sala poi chiede nuovi sacrifici ai suoi concittadini per evitare che si torni in brevissimo tempo alla fase 1: "Bisogna avere prudenza - prosegue - non penso che ne usciremo facilmente. Sarà una storia lunga purtroppo, anche se non si possono non vedere i miglioramenti. Va bene fare i controlli, ma controllare una città da 1,4 milioni di abitanti è impossibile, quindi sono costretto a chiedere ai cittadini di comportarsi meglio". Le risorse a disposizione del comune non sono infinite, ragion per cui si deve fare inevitabilmente affidamento sul buonsenso dei cittadini.

Galli: "Tanti infettati tornano in circolazione"

Intervistato dal quotidiano La Repubblica, l’infettivologo Galli, fa il punto sulle persone che attendevano un tampone da tempo e finalmente sono riuscite a sottoporsi ad un test. "Le nuove diagnosi, soprattutto in città, riguardano cittadini riusciti finalmente a ottenere un tampone. Sono persone infettate da tempo - rivela - Questo significa che quella di Milano è una bomba, appunto perché in tanti sono stati chiusi in casa con la malattia. Abbiamo un numero altissimo di infettati, che ora tornano in circolazione. È evidente che sono necessari maggiori controlli. Poteva essere utile il test rapido, il 'pungidito", conclude.

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