Salvini e Meloni (ancora) contro il Mes: "Non è un regalo, sono soldi dati in prestito"

Nelle stesse ore in cui l'Eurogruppo ha trovato un accordo definitivo sul Mes, con prestiti con scadenza a 10 anni e tassi di favore, il centrodestra italiano non indietreggia neanche di un millimetro va all'attacco dell'accordo, sostenendo quello che sta ribadendo ormai da settimane: il Mes è una trappola.

Lo sostiene il leader della Lega Matteo Salvini, che ha commentato in tempo record l'accordo definitivo raggiunto dall'Eurogruppo:

Il Mes non è un regalo, sono soldi dati in prestito, da restituire a precise condizioni scelte a Bruxelles e non in Italia. La Lega (insieme a tanti economisti italiani) continua a ritenere quella del Mes una strada pericolosa e priva di certezze, mentre l’emissione straordinaria di Buoni del Tesoro 'Orgoglio Italiano' (garantiti come dovuto dalla BCE) per un importo anche maggiore non avrebbe per l’Italia nessun rischio né condizione.

Stessa posizione della leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, convinta che nonostante gli accordi potranno essere effettuate delle modifiche in qualunque momento:

Ricordo a me stessa, e non solo, che il Mes è un trattato internazionale, non un programma della Ue, e che quindi non basta una lettera di Gentiloni o un vago impegno politico per cambiarlo. Quando e se il trattato verrà cambiato, ipotesi per la quale serve l'unanimità degli Stati membri dell’eurozona, valuteremo il nuovo trattato. Ma finora non è accaduto, e il trattato in vigore prevede delle condizioni molto rigide per chi accede al fondo salva stati. Condizioni come la sorveglianza rafforzata che infatti ci saranno, come si evince chiaramente dalle parole del commissario europeo Gentiloni e non solo. La trappola per topi si sta facendo più raffinata, ma temo rimanga una trappola per topi.

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