Crimi (M5S): "Mes senza condizionalità? Non è stato ancora dimostrato"

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Vito Crimi, capo politico del Movimento 5 Stelle, è stato ospite delle frequenze di Radio Capital nel corso della trasmissione Circo Massimo. "Ancora nessuno ci ha dimostrato che il Mes sia senza condizionalità", ha esordito. "I documenti devono essere approvati definitivamente, poi lo vediamo", aggiunge il viceministro dell'Interno. Crimi conferma che il M5S propende maggiormente per il Recovery Fund, uno strumento che renderebbe superfluo il ricorso al Mes. "Il vero strumento - sottolinea - è il Recovery Fund: se passa, probabilmente del Mes non abbiamo bisogno. Ci riconfronteremo quando avremo il documento approvato, lì ci sarà un dibattito pubblico", insiste il senatore pentastellato.

Insomma, la posizione del M5S rimane critica nei confronti del Mes, ma difende senza se e senza ma il Dl Rilancio: "Questa manovra ha dei soldi veri. Non si parla di effetto leva come è stato in precedenza. Penso al taglio dell'Irap, al contributo a fondo perduto: soldi reali, un vero e proprio indennizzo – aggiunge ancora Vito Crimi - L'Ecobonus consentirà un rilancio del mercato edilizio. È una manovra importante, chiedo ai cittadini di aspettarne gli effetti".

Secondo gli ultimi sondaggi, il gradimento nei confronti del premier Giuseppe Conte rimane alto, anche se da più parti si levano critiche nei confronti dell’azione di governo. "Non abbiamo paura di prenderci un 'vaffa', ci stiamo assumendo delle responsabilità", prosegue Crimi. La situazione è di massima emergenza e se la maggioranza 5 Stelle-PD-Italia Viva e Leu si prende qualche vaffa, "lo accettiamo com'è giusto che sia, l'importante però è che ci si renda conto che stiamo facendo il possibile per andare nella direzione migliore".

Quanto ai rapporti interni alla maggioranza, infine, le frizioni tra M5S e Italia Viva sono state tante in questi mesi, mentre quanto al Partito Democratico, Crimi respinge le indiscrezioni circolate in questi giorni. "Questa è una narrazione che ormai sento da mesi. Non c'è stato scontro, l'unico tema su cui ho avuto remore era quello dei migranti. Non sarebbe stato opportuno inserire in questo decreto quel tipo di misura". Con i partiti di maggioranza, "i rapporti sono talmente cordiali nelle nostre interlocuzioni quotidiane che non ci sono urla... poi ci sono visioni diverse", conclude il viceministro, ma il risultato del confronto tra i partiti "è eccellente".

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