Fontana: "Fase 2, proposta comune al governo o grande pasticcio"

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Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha parlato del confronto governo-regioni per la parte più importante della Fase 2, in cui ci si attendono le riaperture. Le prime già a partire dal 18 maggio, le altre dal 3 giugno: "Siamo al lavoro per dare una proposta comune al governo", dice all'Adnkronos il governatore della Lombardia, che sottolinea come un’azione non coordinata porterebbe solamente ad un “grande pasticcio". "Il governo - ha aggiunto Fontana - si dice disponibile a un tavolo per affrontare la questione della differenziazione dell'orario di lavoro".

Da tempo si parla infatti di una riorganizzazione degli orari di lavoro e degli stessi contratti, in modo da evitare assembramenti anche sui mezzi pubblici locali, potenziali focolai di nuovi contati. "Di questo oggi non abbiamo trattato - aggiunge Fontana - ma c'è la disponibilità dell'esecutivo ad affrontare la questione di come spalmare l'orario di lavoro che è collegato alla questione del trasporto pubblico locale. Una decina di giorni fa ho mandato una lettera e ora mi si dice che presto potrebbe esserci un provvedimento del governo che stabilisce differenziazioni per l'inizio dell'orario di lavoro".

Ritornando sulle "norme stabilite di 4 metri nei ristoranti o quelle stabilite per le spiagge sono inapplicabili", ha poi aggiunto l’esponente di centrodestra, lasciando intendere che i protocolli dovranno essere più elastici, altrimenti le attività commerciali non potranno riprendere a lavorare, soprattutto in vista della stagione estiva. "Il 18 maggio è vicino, alle 17 ci incontriamo con le altre Regioni così da arrivare a un documento che possa riassumere le esigenze di tutti - conclude Fontanta - rispettando le indicazioni del governo che si è detto disponibile".

Fontana: "Ospedale in Fiera, rifarei tutto"

Sempre oggi, il presidente della Regione Lombardia ha rilasciato una lunga intervista a RaiNews 24, durante la quale ha affermato che l'Ospedale anti-Covid alla Fiera di Milano resterà "come importantissimo punto di riferimento, farlo è stata la scelta migliore che rifarei con ancora più entusiasmo". La struttura è stata al centro di tante polemiche, poiché dopo essere stata realizzata in fretta e furia con un importante esborso economico, ospita solamente tre pazienti in terapia intensiva.

Le cronache riportano di cittadini in coda per i test sierologici, ma il governatore della Lombardia sottolinea che gli stessi "sono inutili per cittadini singoli che non rappresentano una categoria o un territorio". "Sui test - ha aggiunto - rispettiamo le indicazioni del Ministero e dell'Iss, che dicono che i test hanno valenza solo a fini epidemiologici, non diagnostici. La scelta epidemiologica deve essere fatta da chi ha sotto controllo la situazione. Lo Stato ha deciso di fare 150.000 test a fini epidemiologici per capire che percorso ha compiuto il virus. A fini diagnostici questi test non hanno nessuna validità".

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