Fase 2, Confesercenti: "Molti non trovano conveniente riaprire"

A poche ore dalla diffusione delle linee guida delle Regioni per le riaperture a partire da lunedì 18 maggio, Confesercenti sottolinea oggi che solo 6 attività su 10 saranno pronte a riaprire rispettando le rigide regole imposte da governo e Regioni.

Le direttive sono arrivate nel tardo pomeriggio di venerdì 15 maggio e il tempo per organizzarsi non è sempre sufficiente, senza contare le difficoltà economiche che migliaia di attività in tutta Italia stanno affrontando. Come fare per adeguarsi in pochi giorni, per di più durante un fine settimana?

Confesercenti parla chiaro. "L'accordo è uno spiraglio importante, forse decisivo per uscire dall'incertezza, ma apre a una corsa ad ostacoli e contro il tempo":

Secondo un sondaggio svolto da Confesercenti con Swg, infatti, "solo 6 imprese su 10 tra negozi, bar e ristoranti" sono intenzionate a riaprire lunedì 18 maggio:

Più di tutti è pesata la previsione di essere costretti a lavorare in condizioni antieconomiche. Gli imprenditori temono l'impatto della rigidità delle linee guida sulle attività, e di rimanere schiacciati tra l'aumento dei costi di gestione e il prevedibile calo dei ricavi. Sono preoccupati, inoltre, anche dal tema delle responsabilità legali.

La nota diffusa oggi da Confesercenti precisa:

Tra chi rimarrà sicuramente chiuso, il 68% indica come motivazione la mancata convenienza dell’apertura. Ma c’è anche un 13% che comunque continua ad avere timori legati alla sicurezza, anche per la lunga incertezza sulla normativa relativa. Un caso emblematico è quello dei mercati: ogni comune sta provvedendo al proprio protocollo, spesso contrastante con gli altri, gettando nell’incertezza gli imprenditori.

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