Fase 2, Toti: “Occorre un rischio calcolato, moderato e gestito. Regioni hanno meritato questa autonomia”

Parla il governatore della Liguria.

Giovanni Toti Liguria

Il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, in una intervista rilasciata ad Adnkronos, ha sottolineato l’importanza che le regioni stanno avendo in questa Fase 2 della lotta al coronavirus e quanta ne ha avuta in particolare la Conferenza delle Regioni per trovare con il governo un accordo sulle regole da applicare.

Toti ha detto:

“Le Regioni se la sono meritata questa autonomia, se la sono meritata nel momento più pesante dell'epidemia, se la sono meritata anche con la collaborazione con il governo, ché non vuol dire essere sempre d'accordo ma avere un serio dialogo istituzionale. Se la sono meritata soprattutto i cittadini che con grande abnegazione e responsabilità hanno rispettato tutte le regole, cosa che dovranno continuare a fare anche adesso”

Sulla Fase 2 ha poi aggiunto:

“Usciamo dall'epoca dei divieti ed entriamo nell'epoca delle regole, abbiamo fatto molta fatica come Conferenza delle Regioni a stabilire regole comuni, serie e applicabili concordate con le categorie e quindi non è una falsa partenza ma una partenza vera. Quindi, confortati da dati tutto sommato positivi, direi che si riparte”

Sul ruolo delle Regioni ha poi spiegato:

“Chiedere maggiore autonomia vuol dire sempre chiedere maggiore responsabilità. Io sono un fervente autonomista, è una scelta peraltro che hanno fatto in tutta Europa, la Spagna che con le autonomie ha sempre avuto un rapporto complesso sta facendo gestire alle Regioni la riapertura. In Germania oggi sono i Lander a decidere le singole riaperture. Direi che anche in Italia si va in quella direzione. Avevamo già cominciato il ragionamento sulle autonomie prima di questa 'gelata' legata al Covid e io credo che dalla gestione di questa crisi le Regioni ne escano maggiormente responsabilizzate e che quindi il percorso dell'Autonomia debba ulteriormente riprendersi”

E su quello della Conferenza delle Regioni ha affermato:

“La Conferenza delle Regioni, nonostante i colori politici e le latitudini diverse, le difficoltà e le diverse esigenze si è dimostrata un organo molto maturo. I governatori si sono espressi quasi sempre all'unanimità, hanno definito e applicato le regole insieme, è stato fatto un grande lavoro e si sono confrontate personalità anche diverse ma che spesso hanno tolto le castagne dal fuoco al governo”

Toti ha parlato anche della riapertura dei confini dal 3 giugno e ha evidenziato come, di fatto, la Liguria non si sia mai realmente chiusa, perché i porti hanno continuato a funzionare:

“La Liguria non ha mai chiuso: i suoi porti hanno sempre lavorato, i traghetti sono sempre partiti quindi non è una novità assoluta. Certo riapriremo i confini e i lombardi, piemontesi, emiliani ma non solo loro, speriamo, anche svizzeri, francesi e tedeschi devono tornare”

E sul rilancio del turismo ha detto:

“Se il nostro turismo vivesse solo delle nostre risorse autoctone avrebbe una perdita dell'80% il che vuol dire mettere a rischio più di 100mila posti di lavoro e più o meno il 20% del nostro Pil. Non credo sia una strada percorribile. Occorre un rischio calcolato ponderato e gestito e che la Liguria si rimetta in moto come il resto dell'Italia”

Poi ha aggiunto:

“È chiaro che ci saranno tutte le regole di comportamento, che permangono. Ai sindaci è sempre data facoltà di intervenire sull'ordine pubblico e gli assembramenti, ma è chiaro che si torna ad un'epoca in cui le libertà individuali tornano a prevalere in questo Paese. Quindi le persone potranno spostarsi, vedersi con gli amici, andare al ristorante, andare al lavoro o muoversi liberamente all'interno di quelle che sono regole affidate soprattutto alla loro responsabilità. Chiunque arrivi che sia veneto, austriaco o francese userà la mascherina ove la legge lo prevede, la distanza, e tutte le norme che abbiamo faticosamente messo in piedi in questi giorni sui ristoranti, bar, sui servizi alla persona. Oggi c'è un corpo di regole abbastanza importante”

Toti però è critico sulla politica economica del governo Conte in questa fase, infatti ha commentato:

“Il governo, anche nell'ultimo decreto che pure ha stanziato fondi importanti, ha più avuto una politica di sussidi a pioggia non mirati sul mondo dell'impresa per ripartire. Quindi mi auguro che ci sia una correzione di rotta in questo senso e se lo augurano anche le categorie che ho incontrato in questi giorni. Stiamo perdendo il 10% del Pil del Paese quindi è chiaro a tutti che c'è una importante crisi economica e sociale. I commercianti e ristoratori che ho incontrato sotto la Regione sono infuriati con il governo per l'assenza di contributi a fondo perduto e in effetti tutta la struttura di aiuti alle imprese si basa perlopiù su prestiti e quando una persona è in difficoltà aumentare l'indebitamento è molto spesso complicato”

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