Conte, lettera a Leggo: “Saranno mesi molto duri e complessi. Stiamo facendo l’impossibile”

È la prima volta che un Premier scrive sulla free press.

Giuseppe Conte

Per la prima volta un primo ministro scrive una lettera aperta a un giornale free press. Giuseppe Conte, infatti, ha scelto il quotidiano Leggo per rivolgersi ai cittadini in questa giornata che segna il ritorno a una semi-normalità, con la Fase 2 che entra nel vivo grazie alle riaperture delle attività commerciali, di ristorazione e di servizi alla persona. Nella lettera a Leggo il Premier ha scritto:

“Da oggi, dopo la prima ripartenza del 4 maggio, altri milioni di italiani riprenderanno a lavorare. Ci sono persone, però, che in queste settimane sono rimaste senza lavoro e senza uno stipendio, commercianti che rischiano di chiudere per sempre la propria attività, imprenditori che non sanno se potranno continuare a produrre. Saranno mesi molto duri e complessi, non dobbiamo nascondercelo. Come ho già detto più volte, stiamo affrontando la prova più dura dal Dopoguerra”

Poi ha ribadito che il governo sta facendo di tutto per stare al fianco dei cittadini:

“Il Governo ne è pienamente consapevole. Stiamo facendo l'impossibile per venire incontro in tempi ancora più rapidi alle esigenze di tutti. Con il decreto Rilancio abbiamo introdotto nuove significative misure economiche attraverso cui rafforziamo ulteriormente il sostegno per i lavoratori, potenziando la cassa integrazione e il bonus per gli autonomi che, attraverso due tranches, potrà arrivare anche a 1.600 euro. Stiamo facendo in modo che questi aiuti arrivino a tutti e in maniera più veloce di quanto sia accaduto sino ad oggi”

Conte ha anche ricordato le principali misure prese dal suo esecutivo:

“Introduciamo nuove misure di rilancio e sostegno alle imprese per dare impulso alla crescita e accompagnare l'economia verso la ripartenza, attraverso contributi a fondo perduto, riduzione delle tasse, sconti fiscali, sgravi per gli affitti, bollette elettriche più leggere. Siamo vicini anche ai tanti cittadini in difficoltà troppo spesso invisibili, ai nostri giovani che sono alle prese con la precarietà e l'assenza di un lavoro, difficoltà acuite da questa emergenza. Hanno tutti bisogno di un gesto, di una mano dallo Stato per riuscire a rialzarsi e ripartire: il reddito di emergenza. Uno strumento con il quale sosterremo anche i nuclei familiari maggiormente esposti alle ristrettezze”

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