Senato, bocciate mozioni sfiducia a Bonafede. Il ministro: "Solo illazioni contro di me"

sfiducia Alfonso Bonafede

AGGIORNAMENTO ORE 15:50 - Bocciata anche la mozione presentata da Emma Bonino contro il ministro Bonafede: 158 i voti contrari, 124 quelli a favore, 19 astenuti.

AGGIORNAMENTO ORE 14:50 - Il Senato ha bocciato la sfiducia proposta dal centrodestra nei confronti del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede: 160 i voti contrari alla mozione, 131 i favorevoli, un astenuto. Segue la votazione della mozione promossa da Emma Bonino di +Europa.

Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, ha risposto così oggi in Senato durante il dibattito sulle mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni. "Quando si giura sulla Costituzione si decide di essere in tutto e per tutto uomo delle istituzioni. In queste ultimi 3 settimane - sottolinea l’esponente del Movimento 5 Stelle - si è alimentato fuori da qui un dibattito fatto di illusioni e illazioni ma essendo uomo delle istituzioni ho risposto molteplici volte portando avanti la forza e l'evidenza dei fatti".

Tra gli attacchi rivolti a Bonafede, quello di aver scelto a capo del Dap Francesco Basentini invece di Nino Di Matteo: "Nessun condizionamento. Non sono più disposto a tollerare alcuna allusione o ridicola illazione", replica Bonafede. Da ricordare che il magistrato sarebbe stato più volte proposto a precedenti governi nel ruolo di Guardasigilli, ma come confermato dal diretto interessato, gli allora presidenti del Consiglio (Amato e Ciampi) avrebbero detto no.

Difendendosi dall’accusa di aver scarcerato i boss per via del coronavirus, Bonafede ha poi aggiunto: "Il problema del contagio nelle carceri è sempre stato chiaro a tutti tranne che alle opposizioni. Il rischio di contagio nelle carceri che in tutto il mondo è un fatto in Italia lo avrebbe inventato il governo con il Cura Italia". "È totalmente falsa - insiste il ministro della Giustizia - l'immagine di un governo che avrebbe spalancato le porte delle carceri addirittura per i detenuti più pericolosi". "In tutte le mie leggi - ribadisce il Guardasigilli - c'è la ferma determinazione, che rivendico, a combattere il malaffare. La lotta al malaffare senza compromessi ha sempre animato e animerà la mia attività politica".

Renzi: "No a sfiducia, non vogliamo poltrone"

Matteo Renzi, senatore di Italia Viva, ha detto no alla sfiducia al ministro Alfonso Bonafede: "Voteremo contro le mozioni di sfiducia, ma riconosciamo al centrodestra e Emma Bonino di aver posto dei temi veri. La sua mozione non era strumentale - sottolinea in aula l’ex rottamatore - Non ci interessa un sottosegretario ma sbloccare i cantieri. Quando portiamo delle idee non stiamo cercando visibilità", ha aggiunto rivolgendosi al premier Giuseppe Conte.

Bonino: "Bonafede ministro del sospetto"

Nello spiegare al Senato la sua mozione di sfiducia individuale contro Bonafede Emma Bonino (+Europa) lo definisce in aula ministro del sospetto: "Pensiamo che la giustizia sia istituzione di garanzia di tutti i cittadini e non strumento di lotta politica o di moralizzazione civile". Secondo Bonino: "Oggi si discute di quale politica per la giustizia serva all’Italia. Se continuità del governo significa continuità della politica della giustizia adottata da Bonafede inviterei tutti a pensare che l'Italia non ne avrebbe giovamento". La senatrice conclude: "Chiediamo le sue dimissioni, ministro, non perché è sospettato ma perchè non vogliamo un ministro della Giustizia che sia rappresentante della cultura del sospetto".

A difendere il Guardasigilli, per conto del M5s, è il senatore Marco Pellegrini: "Lei è il ministro che il Movimento 5 Stelle sognava, che questo paese meritava e che questo governo sostiene con forza. La sfiducia alla quale alcune forze politiche la stanno sottoponendo è l'attacco ad un nuovo modello di paese, più vicino ai cittadini, più equo, più solidale. Forte con i potenti e giusto con gli ultimi e gli indifesi. Lei fino ad oggi si è dimostrato un ministro capace di affrontare con coraggio, determinazione e risolutezza problemi lasciati irrisolti dai suoi predecessori per decenni".

Per la Lega il senatore Pasquale Pepe, nel presentare la mozione di centrodestra, attacca: "Lei è il ministro delle scarcerazioni allegre. Lei ministro non ha saputo far fronte alle rivolte spaventose, con 6mila detenuti coinvolti, 14 morti per overdose e 40 agenti feriti, per questo chiediamo la sfiducia. Lei ha scritto la pagina più buia della realtà carceraria italiana, lei ha nominato un capo del Dap che dovrebbe avere alto profilo e competenze, invece ha nominato Basentini che non ha competenze né carcerarie, né di antimafia, lei deve assumersi la responsabilità di questa nomina". E ancora: "Non ha preso nessuna strategia per proteggere innanzi tutto gli agenti carcerari dal rischio del virus".

Bonafede nel suo intervento durante la discussione sulle mozioni di sfiducia si difende così: "In questi due anni, da ministro della Giustizia, ho portato avanti leggi che hanno riscosso apprezzamenti e critiche. C'è un punto evidente a tutti, la ferma determinazione con cui quelle leggi combattono il malaffare. La lotta al malaffare ha sempre animato e animerà la mia attività politica".

Senato, il voto di sfiducia a Bonafede

Al Senato si vota stamattina la sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, da tempo nel mirino di Italia Viva e contro cui sono state presentate due mozioni individuali, una di Lega-FdI e l’altra da Emma Bonino. Entrambe le mozioni, discusse a partire dalle 9.30, spingono per le dimissioni di un ministro giudicato inadeguato al ruolo.

Lo scontro Bonafede-Di Matteo

Lo scontro tra Bonafede e un membro del Csm, il magistrato in prima linea contro la mafia Nino Di Matteo, ha fatto da detonatore a un conflitto politico (soprattutto interno alla maggioranza) e istituzionale che le opposizioni ora cercano di sfruttare per mettere in ginocchio il governo.

Nino Di Matteo ha accusato Bonafede di avergli offerto nel 2018 la guida del Dap salvo poi pentirsene a seguito di alcune intercettazioni che avrebbero svelato la preoccupazione dei boss per l’assegnazione dell’incarico al pm antimafia.

La sfiducia e la crisi di governo

L’eventuale sfiducia al Guardasigilli provocherebbe la crisi, che in questo momento - la fase 2 bis dell’emergenza coronavirus - l’Italia proprio non può permettersi. "Il Paese non capirebbe" dice il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio, sicuro che alla fine prevarrà la responsabilità.

"Se passa la mozione si apre una vera crisi, non c'è dubbio. Non si può pensare che con il ministro della Giustizia, capo del principale partito in Parlamento, la cosa si risolve con una pacca sulla spalla" afferma Delrio secondo cui i senatori renziani "possono recitare una preghiera, un Padre nostro, non ci indurre in tentazione. Spero non si facciano tentare, non avrebbe alcun significato per il Paese in un momento così difficile. Confido che le cose si sistemeranno dopo l'intervento del ministro" in aula aggiunge Delrio.

Italia Viva: aspettiamo parole del ministro

Alle parole del capogruppo dem fanno eco quelle del capo politico reggente del M5s Vito Crimi che difende il collega di partito e quelle del ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia: "Attenzione: chi dovesse votare la sfiducia al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede - leggi Italia Viva - sfiducerebbe l'intero esecutivo Conte 2, aprendo di fatto la crisi di governo".

Molto dipenderà da quello che Bonafede dirà stamattina in Aula, come sottolinea il deputato e coordinatore di IV Ettore Rosato: "Noi lo ascolteremo in Aula, perché il dibattito parlamentare è fatto per questo e alla luce delle cose che dirà ci sarà anche la posizione del nostro partito".

Italia Viva, precisa Rosato, non tifa "per far andare a casa il governo, ma abbiamo bisogno che anche le nostre tesi trovino casa in questa maggioranza. Non abbiamo chiesto alcun rimpasto di governo. Abbiamo sostenuto che abbiamo il diritto, oltre che il dovere, di avere una rappresentanza politica per le nostre proposte. Noi facciamo una battaglia per lo sblocco delle infrastrutture. Non abbiamo chiesto alcun sottosegretario alla Giustizia". Ma forse sulla prescrizione la rigida posizione del M5s potrebbe presto ammorbidirsi.

Diretta discussione su sfiducia a Bonafede

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