Lega, deputato Domenico Furgiuele indagato nell’inchiesta su appalti truccati

Gli appalti sarebbero stati pilotati per agevolare la cosca Piromalli di Gioia Tauro.

Domenico Furgiuele con Matteo Salvini

La Dda di Reggio Calabria sta indagando su una serie di appalti truccati per favorire la cosca Piromalli di Gioia Tauro e nell’ambito di questa inchiesta è coinvolto anche Domenico Furgiuele, deputato leghista. Nei suoi confronti è stato ipotizzato il reato di concorso in turbata libertà degli incanti.

Furgiuele è l’ex legale rappresentante della società Terina che è coinvolta in due gare di appalto. Da quel ruolo si è dimesso dopo che è stato eletto in Parlamento. Per ora no ci sono provvedimenti cautelari nei suoi confronti.

L’operazione è coordinata dal procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri ed è stata denominata “Waterfront”. È incentrata sull’ala imprenditoriale dei Piromalli. In particolare, è stata svelata l’esistenza di un cartello composto da imprenditori e pubblici ufficiali ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d’asta, aggravata dall’agevolazione mafiosa, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e altri reati. I pubblici funzionari coinvolti nell’indagine sono in tutto undici.

Per quanto riguarda Furgiuele, è da notare che circa un anno e mezzo fa duecento militanti leghisti avevano scritto a Matteo Salvini per chiedere più trasparenza nella gestione del partito, riferendosi proprio al deputato, unico leghista eletto in Calabria. I sospetti riguardavano in particolare il suocero di Furgiuele, l’imprenditore Salvatore Mazzei, titolare di una cava a Lamezia erme, che è stato condannato in via definitiva per tentata estorsione aggravata da metodo mafioso, mentre è stato assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Salvini, però, ha solo mandato il commissario Christian Invernizzi, senza molti poteri operativi e tutto si è risolto con un nulla di fatto.

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