L’Italia riapre. Di maio: "Messaggio di rassicurazione che diamo al mondo intero"

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Oggi 3 giugno 2020 l’Italia entra ufficialmente nella fase 3 dell’epidemia di coronavirus. Niente più confini tra regioni, tutte, niente più autocertificazioni per spostarsi. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio commenta: "Quella di oggi è una data molto significativa, da oggi infatti gli italiani potranno muoversi liberamente in tutto il Paese, tra tutte le regioni".

Su Facebook il titolare della Farnesina dice: "Questo è anche un messaggio importante, di rassicurazione, che diamo come Italia al mondo intero. Un Paese che riparte e si appresta a tornare alla normalità. L'apertura totale del Paese ci permette di mostrare agli altri Stati un'Italia unita e compatta, dove è possibile muoversi liberamente, pronta ad accogliere turisti in sicurezza".

Da oggi si potrà anche rientrare in Italia "da ovunque ma con dei controlli" spiega stamattina la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, a Radio Anch’io su Rai Radio Uno. Zampa precisa che: "Ci sono in questo momento trattative che riguardano gli aeroporti. Non siamo tornati ai tempi prima del Covid. In questo momento non ci sono voli dalla Cina, qualche volo europeo c'è. Il tutto con grandissimi controlli, con screening alla partenza e all'arrivo".

In ogni caso, aggiunge Zampa, "tutto quello che è prudenza ci aiuta e il termo scanner va in questa direzione. Ognuno di noi è chiamato a rimanere prudente. Mascherine e stare lontano dagli assembramenti. Utilizzare i guanti se si entra a fare la spesa. È vero che il virus sembra anche allentare la presa ma ci possono essere dei ritorni di fiamma. La Lombardia è rimasta sempre quella che ha la metà dei casi totali ma comunque anche là il trend è positivo, i numeri stanno scendendo. Non possiamo partire come paese riaprendo a chiazze. È per questo che diciamo di rimanere prudenti, dobbiamo imparare e convivere con il virus".

Il governatore leghista della Lombardia Attilio Fontana è soddisfatto perché la regione non è stata sottoposta a ulteriori restrizioni in questa fase. Fontana, a Mattino 5, nega però pressioni in tal senso sul governo centrale: "No, non credo proprio ci siano state pressioni. Credo che le pressioni derivassero dal buonsenso e dal fatto che se siamo uno Stato unito dobbiamo esserlo nella buona e nella cattiva sorte. Credo che non ci fossero delle ragioni anche nei numeri che giustificassero un comportamento di questo genere".

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