Coronavirus, la Svezia ammette: "Servivano misure più restrittive"

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La Svezia fa mea culpa per l’atteggiamento tenuto nella lotta al coronavirus. A parlarne è Anders Tegnell, l’epidemiologo scelto dal governo svedese per fronteggiare l’emergenza Covid-19: vista la curva di contagi e decessi, ammette il medico, sarebbe stato meglio adottare misure maggiormente restrittive. Ad oggi, infatti, il tasso di mortalità svedese è tra i maggiori al mondo: la Svezia ha 43 decessi ogni 100mila abitanti e nelle ultime 24 ore sono stati registrati 65 nuovi morti per un totale di 4.468 dall’inizio dell’emergenza. I contagi, invece, hanno toccato quota 38.500.

"Se ci trovassimo ancora di fronte alla stessa malattia e con le conoscenze di cui disponiamo ora - ammette Tegnell - credo che la nostra risposta sarebbe a metà strada tra quello che ha fatto la Svezia e quello che ha fatto il resto del mondo". "Chiaramente - ha riconosciuto il capo della task force svedese contro il Covid-19 - c'è un margine di miglioramento rispetto a quanto fatto dalla Svezia".

Brasile, Bolsonaro ironico: "Moriremo tutti"

Contrariamente alla Svezia, il Brasile invece non fa alcuna marcia indietro e continua ad andare “petto in fuori” contro il virus. I muri sono drammatici, con 1.262 morti nelle ultime 24 ore (superati i 31mila decessi), ma il presidente Jair Bolsonaro ha risposto ironicamente ad una sua stessa sostenitrice: "Mi dispiace per le vittime di Covid, ma moriremo tutti".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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