Commemorazione Floyd, il sindaco di Minneapolis si inginocchia davanti alla salma e piange

Hanno partecipato in migliaia a Minneapolis alla commemorazione funebre di George Floyd, l’afroamericano rimasto ucciso in città il 25 maggio mentre un agente di polizia che lo aveva preso in custodia gli schiacciava il collo con il ginocchio contro il marciapiede. L’autopsia eseguita dal medico legale della contea di Heppepin nega la morte per asfissia, quella indipendente commissionata dai familiari della vittima l’esatto contrario.

L’episodio ha fatto esplodere proteste anche molto violente in tutto il Paese e la tensione resta alle stelle. La polizia ha licenziato l’agente implicato nell’uccisione di Floyd e i suoi colleghi (tutti arrestati) ma il presidente Donald Trump, notano diversi osservatori, anziché placare gli animi ha gettato altra benzina sul fuoco evocando l’intervento dell’esercito.

Intanto oggi, nel santuario della North Central, familiari, parenti, amici e tanti cittadini si sono radunati per dare l'ultimo saluto al 46enne George Floyd, diventato l’ultimo tragico simbolo, martire, delle discriminazioni e del razzismo contro la comunità afroamericana.

Tra i presenti alla commemorazione non poteva mancare il sindaco di Minneapolis Jacob Frey che, inginocchiatosi davanti alla salma di Floyd, non ha trattenuto le lacrime. Sabato ci sarà un'altra cerimonia funebre, ma privata, in North Carolina, Stato di origine di Floyd. Lunedì invece la salma sarà trasferita a Houston, dove l’uomo è cresciuto, per un'altra cerimonia pubblica.

"Ho visto molti americani di razze e di età differenti marciare e alzare la loro voce insieme" ha sottolineato il reverendo Al Sharpton durante la cerimonia svoltasi nella chiesa dell'Università di Minneapolis.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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