Coronavirus, Speranza: "Siamo sulla via giusta ma con prudenza e gradualità"

Roberto Speranza

Il Ministro della Salute Roberto Speranza commenta positivamente il bollettino settimanale sull’andamento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 in Italia: "Il monitoraggio dice che siamo sulla strada giusta. Ma occorre ancora prudenza e gradualità". L'epidemia non può dirsi "ancora conclusa" ma il trend "è positivo", senza situazioni di criticità.

Il rapporto di Istituto superiore di sanità e ministero della Salute spiega infatti che "al momento non vengono riportate situazioni critiche relative all'epidemia" di coronavirus Sars-Cov-2 ma è sempre "necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali per continuare a favorire la consapevolezza e la compliance della popolazione, realizzare la ricerca attiva e l'accertamento diagnostico di potenziali casi, l'isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti. Queste azioni sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche".

In nessuna regione italiana l'indice di contagiosità Rt è maggiore di 1, spiegano ancora le autorità sanitarie commentando i dati sul monitoraggio settimanale: "La stima dell'indice di trasmissibilità (Rt) per data inizio sintomi nel periodo dal 12 al 25 maggio, calcolato al 3 giugno 2020, mostra valori medi al di sotto di 1 in tutte le Regioni e Province autonome".

Istituto superiore di sanità e ministero della Salute ribadiscono che le misure di lockdown in Italia "hanno effettivamente permesso un controllo dell'infezione da Sars-Cov-2 sul territorio nazionale pur in un contesto di persistente trasmissione diffusa del virus con incidenza molto diversa nelle 21 regioni e province autonome".

Restano però "segnali di trasmissione con focolai nuovi segnalati che descrivono una situazione epidemiologicamente fluida in molte regioni italiane. Questo richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l'igiene individuale e il distanziamento fisico".

Secondo gli esperti "verosimilmente molti dei casi di Covid-19 notificati in questa settimana in Italia "hanno contratto l'infezione 2-3 settimane prima", cioè "durante la prima fase di riapertura", nel periodo compreso tra il 4 e il 18 maggio scorsi.

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