Ministro Provenzano: “Non partecipo al convegno senza donne. È rimozione di genere”

Il ministro per il Sud ha rinunciato ritenendo il caso più grave di una discriminazione. Ora l’evento è stato annullato.

Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano

Una lunga lista di invitati, ma tra di loro nemmeno una donna. È quello che si apprende guardando l’elenco dei partecipanti al convegno organizzato dall’Associazione Mecenate 90 che era in programma il 9 giugno dalle ore 11 alle 13 e che sarebbe stato trasmesso sulla pagina Facebook dell’associazione e anche su Radio Radicale.

Si tratta di una associazione che dal 1989 si occupa di attività di consulenza e assistenza tecnica verso la pubblica amministrazione nei settori della valorizzazione e gestione dei beni culturali, della promozione culturale, lo sviluppo locale e la pianificazione strategica.

All’evento l’ospite d’onore sarebbe stato il ministro per il Sud e la Coesione sociale Giuseppe Provenzano, ma quando ha letto l’elenco degli invitati si è tirato indietro ritenendo che più che una discriminazione sia in atto una vera e propria “rimozione di genere”. Provenzano ha così avvertito sulla sua pagina Facebook, riportando l’elenco degli ospiti:

“Me ne accorgo solo ora, è l’immagine non di uno squilibrio, ma di una rimozione di genere. Mi scuso con organizzatori e partecipanti, ma la parità di genere va praticata anche così: chiedo di togliere il mio nome alla lunga lista. Spero in un prossimo confronto. Non dimezzato, però”

Tra gli invitati c’erano altri politici come Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, Giuseppe Cassì, primo cittadino di Ragusa, e i sindaci di Lecce e Salerno, Carlo Salvemini e Vincenzo Napoli, e molti esperti del mondo produttivo e accademico, per esempio rappresentanti delle università di Napoli, Palermo e Trento. Tutti uomini.

Dopo l’annuncio del ministro Provenzano, l’Associazione Mecenate 90 ha prima provato a riorganizzare l’elenco degli esperti, cercando di invitare qualche donna, poi ha del tutto rinunciato all’evento, scrivendo un lungo post in cui, accanto a timide scuse, c’è il tentativo di giustificarsi:

“Il Ministro Giuseppe Provenzano, con un tweet, ha comunicato che non avrebbe partecipato al meeting sui temi della ripresa partendo dalle Città intermedie. L’evento faceva seguito ad uno precedente avvenuto a Roma nello scorso mese di febbraio e ne era quindi uno sviluppo. I Sindaci, uomini eletti dalla maggioranza dei loro concittadini, sono a capo delle città che abbiamo indagato nel Rapporto “L’Italia Policentrica. Il fermento delle città intermedie” FrancoAngeli editore. Una scelta quindi obbligata. Gli esperti invitati sono stati individuati fra coloro che ci hanno accompagnato in questi anni nelle attività di ricerca e di studio. Avremmo potuto avvalerci anche di esperte donne e non l’abbiamo fatto. Di questo ci scusiamo. Vogliamo ringraziare le tante amiche e i tanti amici che hanno sostenuto la nostra iniziativa e con noi hanno condiviso il rammarico per una occasione persa su un tema centrale per lo sviluppo di un Paese messo in ginocchio dalla pandemia. Non rinunceremo a proseguire il nostro lavoro. Lo faremo come sempre, cercando di valorizzare le competenze, i talenti creativi che abitano le comunità locali, confrontandoci, nel massimo rispetto, con le idee di tutti. Lasceremo fuori dal confronto non le professioniste, che sono la quasi totalità delle persone che collaborano con noi e che più hanno sofferto per le polemiche di questi giorni, né le nuove generazioni di operatrici culturali che accompagniamo in decine di progetti in tutto il Paese, soprattutto nelle aree con maggiori difficoltà, e che ci hanno espresso sentimenti di stima e di amicizia. Lasceremo fuori solo chi, in malafede, alla ricerca di qualche visibilità, pur conoscendo la nostra storia e il nostro lavoro, ha strumentalizzato un evento fra le centinaia che abbiamo organizzato. Stavamo riorganizzando il panel, considerato che i Sindaci invitati rappresentano le città indagate e quindi non dovevano essere sostituiti, riequilibrando la composizione del gruppo degli esperti, ma non ci è stato dato il tempo di annunciarlo. Andiamo avanti. Perché un evento si può annullare ma i problemi del Paese, e le sue ingiustizie sociali, purtroppo no”

Nei commenti, però, sono in tanti a dare ragione al ministro.

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