Caserta, 44 agenti indagati per violenze in carcere. Salvini in visita: "Solidarietà ai poliziotti"

44 agenti di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Caserta per i presunti pestaggi e le presunte violenze avvenute all'interno della struttura detentiva nella prima settimana di aprile, durante le proteste dei detenuti in piena epidemia di COVID-19.

L'ipotesi della Procura di Caserta è che le azioni degli agenti in servizio nella struttura non siano state finalizzate a riportare la calma, ma abbiamo rappresentato delle vere e proprie spedizioni punitive nei confronti dei detenuti. Da qui le ipotesi di reato che vanno da tortura ad abuso di autorità e violenza.

Alla notizia degli avvisi di garanzia è subito seguita la protesta degli agenti, con alcuni di loro saliti sul tetto del carcere e l'arrivo dei carabinieri necessario per ripristinare l'ordine. I presunti pestaggi, denunciati da alcuni detenuti e dai loro familiari, sarebbero avvenuti il 6 aprile e oggi i sindacati Fp Cgil Polizia Penitenziaria e Fp Cgil Campania sono intervenuti con un comunicato che punta il dito contro la direzione del carcere, colpevole di aver lasciato da soli gli agenti in un momento molto delicato:

La Magistratura deve assolutamente procedere e accertare i fatti. Ma ancora una volta ci troviamo a dover sottolineare come il personale di polizia penitenziaria sia stato lasciato solo ad affrontare una situazione critica e pericolosa, senza alcuna guida. L’amministrazione non ha saputo gestire la situazione, nel momento in cui era necessario riportare la calma nell’istituto. Se avesse lavorato bene, questo non sarebbe successo. Ad alimentare le tensioni e l’esasperazione del personale già provato e stressato da una condizione lavorativa precaria, si aggiunge una modalità di controllo dello stesso che poteva essere senza dubbio più discreta e meno appariscente ma ugualmente efficace.

In questo contesto di tensione si è inserito a gamba tesa il leader della Lega Matteo Salvini. L'ex Ministro dell'Interno ha annunciato di aver annullato tutti gli impegni odierni per raggiungere il carcere di Santa Maria Capua Vetere per esprimere di persona la propria solidarietà agli agenti indagati.

Come già accaduto in passato, Salvini sembra prendere le difese degli agenti per partito preso in un momento in cui la situazione non è ancora chiara e la stessa magistratura sta ancora accertando cosa sia davvero accaduto nella struttura. A Salvini, però, importa poco: questa è chiaramente un'occasione per fare incetta di consensi e quale sia la verità non è poi così rilevante.

Lo dimostrano le sue parole:

Incredibile! 44 poliziotti in servizio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) sono indagati come violenti TORTURATORI per aver bloccato la rivolta dei detenuti del 6 aprile scorso, che provocò danni per centinaia di migliaia di euro.
Ho rimandato tutti gli impegni del pomeriggio e parto subito per la Campania, per portate la mia (e vostra) solidarietà alle donne e agli uomini in divisa che, invece di essere ringraziati, vengono indagati. È una vergogna!

Incredibile!
44 poliziotti in servizio nel carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) sono indagati come violenti...

Posted by Matteo Salvini on Thursday, June 11, 2020

Non sappiamo così sia accaduto in quei giorni nella struttura. Da un lato ci sono le testimonianze dei detenuti e dall'altro quelle degli agenti della polizia penitenziaria, testimonianze che devono avere lo stesso identico valore. Salvini, però, ha già deciso chi ha ragione e chi ha torto.

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