Istituto Superiore della Sanità: "Nelle case di riposo oltre il 40% dei decessi a causa del coronavirus"

Dai dati emerge una vera e propria strage nelle RSA.

Rapporto finale ISS su RSA e coronavirus

L'Istituto Superiore della Sanità, in collaborazione con il Garante nazionale delle persone private della libertà personale, ha stilato il report finale sul contagio da coronavirus nelle strutture residenziali e sociosanitarie, la RSA che, purtroppo, negli ultimi mesi sono state tristemente protagoniste di una vera e propria strage. I dati fanno pensare che oltre il 40% delle morti avvenute tra febbraio e aprile sia stato provocato proprio dal coronavirus, ma poiché non è stato possibile effettuare il tampone nella stragrande maggioranza dei casi, non è possibile avere una certezza assoluta sui motivi della morte di moltissimi anziani.

In particolare sono state raccolte le risposte di 1.356 strutture, pari al 41,3% di tutte le Rsa contattate ed è emerso che il 7,4% dei decessi tra il 1° febbraio e il 30 aprile è certamente avvenuto a causa del coronavirus, perché c'è stato il riscontro con il tampone, ma per iil 33,8% non si può sapere con esattezza, perché si tratta di persone che non sono state sottoposte ad alcun test, ma che avevano sintomi simili all'influenza.

Le 1.356 strutture che hanno risposto avevano 97.521 residenti alla data del 1° febbraio 2020, con una media di 72 pazienti per struttura. I morti in totale sono stati 9.154 e di questi 680 erano positivi al tampone mentre 3.092 avevano sintomi simil-influenzali, ma senza tampone. In Lombardia è stata registrata una percentuale di decessi del 41,4%, in Piemonte del 18,1% e in Veneto del 12,4%.

Un dato importantissimo emerso da questa indagine è che nel 77,2% dei casi ci sono state grosse difficoltà ad assistere i pazienti, soprattutto per la mancanza di dispositivi di protezione. Il 20% dei referenti ha lamentato scarsità di informazioni ricevute sulle procedure da adottare per contenere il contagio e un terzo ha lamentato l'assenza di personale sanitario.

In media sono stati contati 2,5 medici, 8,5 infermieri e 31,7 operatori socio sanitari per struttura e circa l'11% delle strutture sostiene addirittura di non avere medici in attività tra i dipendenti. C'è poi un 10% che segnala la mancanza di farmaci, il 12,5% ha avuto difficoltà a trasferire i residenti affetti da coronavirus negli ospedali e una struttura su quattro ha avuto problemi a tenere in isolamento i pazienti affetti dal virus.

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