Caso Regeni, Di Maio: “Ho mandato una lettera all’Egitto. Il tempo dell’attesa è finito”

Stasera il Premier Conte davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni.

Luigi Di Maio ministro degli Esteri

Nel giorno in cui il Premier Giuseppe Conte sarà ascoltato (questa sera alle ore 22 circa) davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato di aver inviato una lettera al suo omologo egiziano, Sameh Shoukry, per sollecitare risposte soddisfacenti sul caso del ricercatore italiano ucciso in Egitto.

Di Maio ha comunicato oggi tramite Facebook:

“Ho mandato una lettera al ministro degli Esteri egiziano Shoukry ribadendo che serve un efficace segnale di svolta sul caso di Giulio Regeni. Bisogna far luce definitivamente sulla morte di Giulio perché il tempo dell’attesa è finito”

E ha spiegato:

“Una data molto importante sarà quella del primo luglio quando i magistrati italiani ed egiziani si incontreranno. Confido che da questo contatto possano scaturire progressi concreti. Le ombre sulla morte di Giulio Regeni rappresentano per tutti noi una ferita ancora aperta, che va rimarginata al più presto”

Poi ha concluso:

“Comprendo il dolore della famiglia, hanno tutto il diritto di chiedere con forza delle risposte ed è inaccettabile che ad oggi queste risposte ancora non siano arrivate. Farò tutto il possibile per accelerare questo percorso. Il governo è compatto, stiamo lavorando in sinergia e con il massimo impegno per ottenere la verità sulla morte di Giulio Regeni”

Nella lettera Di Maio ha scritto:

“Caro collega,

desidero attirare nuovamente la Sua attenzione sulla vicenda del ricercatore italiano Giulio Regeni, barbaramente ucciso in Egitto nel febbraio 2016.

Da allora, l’Italia no ha mai smesso di chiedere all’Egitto, a tutti i livelli, che i responsabili della morte di Giulio Regeni siano assicurati alla giustizia. I rapporti bilaterali tra i nostri Paesi, per tornare ai livelli di grande amicizia che da sempre li caratterizza, non possono infatti prescindere dal fare giustizia su questa tragica vicenda, come ribadito da ultimo lo scorso 7 giugno dal Presidente del Consiglio Conte in una conversazione telefonica con il Presidente Al Sisi”

Di Maio aggiunge:

“In questo quadro, la mancanza di risposte da parte delle Autorità giudiziarie egiziane alle richieste della Procura italiana rappresenta un grave impedimento al raggiungimento della verità sulla morte di Giulio Regeni. Auspico pertanto che una reale cooperazione possa finalmente instaurarsi tra le due Autorità giudiziarie, che nei prossimi giorni organizzeranno una teleconferenza tra i due nuovi Procuratori. La ripresa della cooperazione al massimo livello tra le nostre Procure è per noi un segnale incoraggiante. In quel contesto, un rapido riscontro alla rogatoria inviata già nel maggio del 2019, in particolare per quanto riguarda la notifica del domicilio legale dei cinque indagati dalla Procura di Roma, potrebbe rappresentare un significativo passo avanti nel senso fortemente auspicato dall’Italia”

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