Di Battista a Grillo: "Riscrivere l'agenda per prendere una valanga di voti"

di battista grillo

Alessandro Di Battista controreplica a Beppe Grillo e ribadisce di non voler fare terremoti all’interno del Movimento 5 Stelle, ma di voler dare nuovi impulsi all’attività politica del partito che si è allontanato troppo dalla “luce” della base. L’obiettivo, ribadisce l’ex parlamentare ospite di Diritto e Rovescio, è quello di "riunire tutto il M5s per riscrivere l' agenda per uscire dal buio: lo abbiamo già fatto ed abbiamo preso una valanga di voti". La strada per Di Battista è però in salita, perché ha contro il deus ex machina del M5S, ovvero Beppe Grillo: "È vero - ammette - Beppe è molto incavolato: pensa che io faccia terremoti. Ma non è quello il mio interesse".

Il M5S sta vivendo un periodo di transizione dopo che Luigi Di Maio è stato costretto a lasciare il ruolo di “capo politico”. Il reggente Vito Crimi non sembra avere la stoffa del leader ed è fin troppo evidente che Di Battista stia cercando di inserirsi in questo contesto, dopo essere rimasto fuori dalla vita politica attiva per tanto tempo. "Beppe, anche quando mi critica, merita la mia riconoscenza. Ma non penso - prosegue - che se diventassi capo politico del M5s ci sarebbe chissà quale conseguenza".

Soffermandosi sul governo Conte, Di Battista riconosce che la gestione dell’emergenza sia stata corretta: "Quando un governo azzecca la politica sanitaria ha il dovere di andare avanti. Poi si possono fare critiche, io stesso faccio qualche critica". Altro discorso, però, è la ricostruzione con il premier che di recente ha fatto riferimento anche al Ponte sullo Stretto, un’opera alla quale tenevano molto Berlusconi e Renzi: "Se sento parlare del Ponte sullo Stretto non ci siamo. Vedo che c'è una parte dell'establishment che vuole mettere le mani sui fondi per la ricostruzione: è per questo che mi preoccupo". Per far ripartire l’Italia, insomma, l’ex deputato propone una ricetta esattamente opposta a quella del leader di Italia Viva: "Non ne usciamo con il cemento e le grandi opere. Ne usciamo dando lavoro per le piccole e medie imprese sulla manutenzione".

Di Battista: "Proprio Renzi parla di povertà?"

Infine, una difesa a spada tratta del Reddito di Cittadinanza, una misura che continua a dividere l’opinione pubblica. "Il reddito di cittadinanza è stato descritto come un modo di regalare soldi ai 'fancazzisti'. Ma senza questa misura ci sarebbero oggi anche suicidi in aumento. Non si possono sentire le critiche da Renzi che guadagna con le conferenze in Arabia Saudita: lui - conclude Di Battista - non dovrebbe parlare di povertà".

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