Quanti sono i nuovi positivi da tampone dopo il test sierologico

positivi a tampone dopo test sierologico

Quanti nuovi positivi al coronavirus risultano da tamponi effettuati a seguito di test sierologici? I dati forniti da OpenCovid, via Twitter, per il periodo dal 12 al 17 giugno, offrono un primo confronto tra Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna, tre delle regioni più colpite dall’epidemia. Il grafico parla chiaro.

Tampone e test sierologico, la differenza

Ma cosa sono tampone e test sierologico? Qual è la differenza e quale criticità presenta la sperimentazione sierologica da poco avviata in Italia?

Il tampone è un test semplice e rapido che viene eseguito dal personale medico e paramedico inserendo un bastoncino con una specie di cotton-fioc nella bocca (tampone faringeo) o nel naso (tampone naso-faringeo).

Il tampone viene strofinato lievemente sulla mucosa per essere poi analizzato in laboratorio. Le analisi dovranno confermare, o meno, se il virus è presente, tramite test molecolari (RT-PCR).

Il test sierologico è invece un’analisi che si esegue sul sangue dopo un normale prelievo o dopo aver fatto fuoriuscire una goccia di sangue dal polpastrello del dito della mano.

Se il test sul siero (la fase liquida del sangue) è positivo significa che nel sangue del soggetto sono presenti anticorpi Ig (immunoglobuline) contro il SARS-CoV-2. Se si tratta di IgM positivi il contagio è recente, se si tratta di IgM negativi e IgG positivi l'infezione da Covid-19 è passata.

I test sierologici - partiti il 25 maggio e rivolti a un campione di 150mila persone residenti in 2.000 Comuni - non sono però in grado di dire se quegli anticorpi proteggono davvero la persona, cioè se neutralizzano il virus, né per quanto la persona sarà protetta, se per mesi, anni o per sempre.

Ecco perché se il test rileva la presenza di IgM nel sangue, la raccomandazione del ministero della Salute è quella di eseguire sul paziente il tampone che effettivamente rileva la positività al virus, cioè la presenza nel corpo di materiale genetico virale.

Più in dettaglio, come spiega il sito dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, un test sierologico negativo può avere invece più significati:

- Una persona non è stata infettata da SARS-CoV-2, oppure è stata infettata molto recentemente (meno di 8-10 giorni prima) e non ha ancora sviluppato la risposta anticorpale al virus;
- È stata infettata ma il titolo di anticorpi che ha sviluppato è, al momento dell'esecuzione del test, al di sotto del livello di rilevazione del test.

Test sierologico e isolamento domiciliare

Dopo il test sierologico che accerta la presenza di IgM e nell’attesa di fare il tampone, per tempi d'attesa che possono variare da pochi a diversi giorni, il paziente è tenuto all’isolamento fiduciario, in casa e fuori, quindi anche senza andare al lavoro, se non vuole incorrere in sanzioni.

È facile pensare che la questione dell’isolamento fiduciario dissuada molte persone dal sottoporsi al test sierologico, utilissimo scientificamente a livello epidemiologico per stimare quanti siano stati i reali contagi sul territorio nazionale, ma anche in specifiche regioni, e per la comparazione con altri Paesi europei sulla sieroprevalenza dell’infezione.

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