Conte ora frena sul taglio dell'Iva

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte frena sul taglio dell'Iva annunciato come ipotesi allo studio del governo per alcuni settori e in via solo temporanea. Il taglio dell’Iva è costoso, aveva detto Conte, e data la situazione dei nostri conti pubblici e la flessibilità concessa dall’Ue per via dell’emergenza coronavirus, se riduzione sarà riguarderà un "breve periodo di tempo" (sull'esempio della Germania che ha scelto di tagliare l'Iva per sei mesi).

Ma oggi il premier sembra tornare sui suoi passi, dopo la contrarietà manifestata da esponenti Dem, a cominciare dal titolare del Mef, e dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco che ha invitato il governo a pensare a una "visione complessiva" del fisco italiano e "non imposta per imposta".

Oggi Conte dice: "Non c’è una ricetta pronta, siamo in una situazione di incertezza. Si parla di Iva perché nel corso degli incontri con associazioni e imprenditori è stata una delle richieste avanzate. Abbiamo detto che avremmo valutato, chiaro che costa moltissimo. Si è valutata l’ipotesi di una riduzione per un breve periodo".

Il premier parla di un'altra possibilità: quella di legare il taglio dell’Iva a un piano "cashless" da realizzare "quanto prima", cioè utilizzare il taglio dell’Iva per incentivare i pagamenti digitali.

La proposta del taglio, come si diceva, ha lasciato perplesso il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: "Una operazione decisamente complessa" aveva spiegato il suo vice, Antonio Misiani.

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