Conte convoca Tridico a Palazzo Chigi: "Fortemente insoddisfatto per ritardi cassa integrazione"

giuseppe-conte-arrabiato con tridico sulla cassa integrazione

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarebbe "fortemente insoddisfatto" per i ritardi da parte dell’Inps nell’erogazione della cassa integrazione (cig), legata all’emergenza coronavirus, ai 150mila lavoratori che ancora la aspettano.

Per questo, come riferisce l’Adnkronos, il premier ha convocato il presidente dell'Inps Pasquale Tridico a Chigi. Per Conte "troppi italiani" sono ancora in attesa della cig, una situazione definita "inaccettabile" dal premier che riconosce allo stesso tempo il "lavoro straordinario" fatto in questi mesi dall’Inps, anche perché il sistema della cassa integrazione, per come era congegnato, non poteva essere certo pronto a far fronte a una situazione simile, per numeri mai visti prima.

Conte, nel confermare la fiducia in Tridico, ritiene ora importante vigilare sul nuovo meccanismo di cig introdotto dal Dl rilancio: eliminazione del controllo regionale e anticipo del 40% da parte dello Stato su una previsione del mese entrante. Con il conguaglio saranno poi pagate le ore effettive.

"Il presidente Conte ha voluto sapere tutto sulla cassa integrazione, abbiamo fatto una analisi dettagliata sui numeri e sulle articolazioni della Cassa integrazione, ha voluto sapere i diversi step e le criticità che condividiamo tutti, che l’Istituto ha affrontato e che sono attenzionate" ha detto il numero 1 dell’Inps, dopo due ore di incontro, uscendo dalla sede del governo.

"Conte ha voluto sapere come eliminare le criticità, ad oggi sono stati pagati 5,8 milioni di cassa integrazione. Restano fuori 150mila persone a giugno" ha precisato Tridico.

Conte avrebbe chiesto al presidente dell’Istituto nazionale di previdenza di esprimere un parere sulla sua proposta di incentivare le imprese a non usare la cassa integrazione in cambio di una massiccia defiscalizzazione del costo del lavoro, al fine di agevolare la ripresa delle attività lato offerta, con un importante risparmio delle risorse per gli ammortizzatori sociali, e permettendo ai lavoratori di restare in attività con la retribuzione piena.

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