Scuola, arrivano le linee guida, ma scattano proteste in oltre 60 città

In tanti oggi scenderanno in piazza a protestare in difesa della scuola pubblica e del diritto all’istruzione.

Manifestazioni scuola

Le linee guida approntate dal ministero dell’Istruzione guidato da Lucia Azzolina in vista della ripresa della scuola a settembre non piacciono a nessuno e per questo oggi, proprio mentre la Conferenza unificata Stato-Regioni le discuterà, in oltre sessanta città italiane scatteranno le proteste. Le manifestazioni sono state organizzate da genitori, docenti, precari della scuola e dal Comitato Priorità alla Scuola più altre 48 organizzazioni di carattere nazionale.

Proprio il Comitato Priorità alla Scuola, attraverso la sua referente di Roma Cristina Tagliabue, spiega i motivi delle manifestazioni di oggi:

“Manifestiamo in una zona centrale di Roma, accanto al Parlamento affinché la nostra voce arrivi non soltanto alla ministra dell'Istruzione Azzolina, ma allo stesso Premier Conte, al quale chiediamo un maggior impegno economico, risorse straordinarie per la scuola. Ci auguriamo che il nostro racconto e le nostre richieste, che nascono da tantissime realtà romane e nazionali, siano non solo prese in considerazione, ma ascoltate e accolte, soprattutto dopo aver appreso le linee guida appena divulgate”

E aggiunge:

“Stiamo creando una piazza a forma di una Scuola che non c’è più, e di come la vorremmo rivedere fatta di narrazioni e commistioni, in cui il mondo dell'istruzione italiana sarà rappresentato nel suo presente, nel suo passato e nel suo futuro, da bimbi, genitori, studenti e insegnanti. Racconteremo con parole nostre quello che ci aspettiamo, adesso, dal Governo perché senza investire nell'istruzione, non ci sarà futuro per le nuove generazioni”

Manifestazioni scuola, il perché delle proteste di oggi, 25 giugno 2020

Priorità alla Scuola ha avanzato delle richieste ben precise al governo, vediamo le principali:

- risorse straordinarie;
- personale docente e Ata adeguato alle esigenze della scuola;
- assunzione dei docenti precari dalle graduatorie provinciali;
- maggiore numero di spazi per tutte le scuole di ogni ordine e grado;
- investimenti strutturali per l’edilizia scolastica;
- prevenzione sanitaria nelle scuole;
- esternalizzazione di servizi educativi per completare il tempo scuola che causerebbe un aumento del lavoro precario;
- riduzione delle ore didattiche da 60 a 40 minuti;
- Didattica A Distanza come parte strutturale dell’orario scolastico;
- no a tutti i tentativi di smantellamento della Scuola Pubblica;
- mo a ogni ipotesi di riduzione del tempo scuola.

Manifestazioni scuola, città in cui si protesta giovedì 25 giugno 2020

Vediamo l’elenco delle città in cui oggi ci saranno manifestazioni contro i provvedimenti presi dal governo Conte in relazione alla ripresa della scuola a settembre: Firenze, Roma, Milano, Faenza, Trento, Ravenna, Genova, Reggio Emilia, Pisa, Livorno, Pontedera, Perugia, Cremona, Lucca, Ancona - Civitanova Marche, Parma, Vicenza, Arezzo, Pistoia, Torino, Padova, Ferrara, Napoli, Collegno (Torino), Vercelli, Brescia, Verona, Prato, Matera, Taranto, Aosta, Bologna, Forlì, Sassari, Sanremo, Potenza, Torre Pellice (Torino), Imola, Palermo, Terni, Cuneo, Cesena, Cosenza, Mantova, Benevento, Massa Carrara, Modena, Mondoví (Cuneo), Aci Castello (Catania), Pescara, Catania, Siracusa, Sacile (Pordenone), Salerno, Varese, Pavia, La Spezia, Messina, Ragusa, Frosinone. A Caserta si manifesterà domani, venerdì 26 giugno.

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