Ustica, Fico: “Dopo 40 anni basta insabbiamenti e depistaggi, vogliamo sapere tutto”

Il Presidente della Camera oggi ha partecipato alla commemorazione della strage di Ustica avvenuta 40 anni fa.

Presidente della Camera Roberto Fico su Ustica

Un discorso accorato, sentito, pensato a lungo quello che il Presidente della Camera Roberto Fico ha tenuto oggi nel corso della commemorazione della strage di Ustica avvenuta 40 anni fa. La terza carica dello Stato si è presentata di persona, mentre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la vicepresidente del Senato Anna Rossomando hanno mandato dei messaggi.

Fico ha spiegato che uno dei motivi per cui è entrato in politica è stato proprio l’ideale di avere uno Stato che non insabbia e non depista le indagini, cosa che invece è accaduta proprio in casi come quello di Ustica. Il Presidente della Camera ha detto durante la commemorazione a palazzo D'Accursio a Bologna:

“Dopo 40 anni non c'è ragion di stato che tenga, vogliamo sapere tutto quello che c'è da sapere. Se non risolviamo vicende così dolorose, non riusciremo a costruire il nostro futuro. E questo deve fare uno stato democratico. Oggi è il momento di farlo. Ci sono pezzi del nostro Stato che sanno cosa è successo, credo sia arrivato il momento da parte di qualcuno, anche all'interno dei nostri servizi, di parlare e dire la verità. Ustica è una ferita immensa per tutto il nostro Paese. Deve essere una questione di Stato e tutto lo Stato deve sentire il senso profondo di questa ferita. Noi siamo un Paese grande, una Repubblica forte, ma su questa vicenda dobbiamo fare tutti molto di più”

E ha insistito su questo punto:

“Non c’è dubbio che ci sono persone che conoscono perfettamente quello che è accaduto e dopo 40 anni chiedo, a chi sa, di parlare fino in fondo perché non può morire con questo segreto in pancia. L’impegno della Camera è incessante e andremo avanti fino a quando l’ultimo atto non sarà desecretato. Quando sono andato in Francia per incontrare il presidente del parlamento francese, ho chiesto proprio di Ustica. Servono risposte alle rogatorie internazionali non formali, ma sostanziali. Voglio un lavoro diplomatico più forte e incessante che va in Francia e negli Stati Uniti a chiedere chiarimenti. Lo Stato che va contro i cittadini e la verità, che depista, è uno Stato che non mi rappresenta. Sappiamo tutti che quella notte sui cieli italiani c’è stata una vera e propria guerra e questo è inaccettabile: se non fosse stato per le famiglie delle vittime e per il giornalismo italiano oggi forse ci staremmo raccontando un’altra storia. Quindi grazie a tutte le persone che hanno lavorato dagli anni ‘80 in poi a questa vicenda”

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