Bonus Baby Sitter, INPS: "Sì ai nonni, a patto che non vivano nella stessa casa"

Il bonus Baby Sitter promesso dal governo si potrà utilizzare anche nel caso in cui si lascino i bambini coi nonni, a patto che i nonni non vivano nella stessa casa dei bimbi. A chiarire questo aspetto è la circolare INPS del 17 giugno scorso, la n. 73 per la precisione.

Il testo chiarisce che non viene dato per scontato che i familiari si occupino dei bambini a titolo gratuito, ad eccezione dei familiari che vivono sotto lo stesso tetto del bambino o dei bambini per i quali si richiede il bonus Baby Sitter. Se, in definitiva, la persona che si deve prendere cura del bambino mentre i genitori sono a lavoro vive con la famiglia, non si potrà beneficiare del bonus.

Al contrario, se i bambini verranno lasciati con un parente qualsiasi che vive in una casa diversa da quella della famiglia richiedente, si avrà diritto al bonus:

Su conforme parere ministeriale, si chiarisce la non applicabilità del principio di carattere generale della presunzione di gratuità delle prestazioni di lavoro rese in ambito familiare, salvo si tratti di familiari conviventi con il richiedente e, ovviamente, di soggetti titolari della responsabilità genitoriale (genitore, anche se non convivente, separato/divorziato). In caso di convivenza, pertanto, i familiari sono esclusi dal novero dei soggetti ammessi a svolgere prestazioni di lavoro come baby-sitting remunerate mediante il bonus in argomento.

Questo non vale soltanto per i nonni, ovviamente, ma per un qualsiasi familiare. La condizione affinché si possa usufruire del bonus Baby Sitter anche per lasciare i propri figli da un parente è che questo parente non viva già coi bambini di cui si dovrebbe occupare.

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