COVID-19, Crisanti: "Il virus è ancora tra di noi e il pericolo non è finito"

Alle immagini di milioni di italiani in spiaggia e nei luoghi di vacanza, spesso con poca attenzione al distanziamento sociale, si affiancano puntualmente le raccomandazioni degli esperti che, a fronte di dati molto positivi, non perdono occasione per ricordare a tutti che l'emergenza è tutt'altro che finita.

Abbassare la guardia in questo momento, e gli esperti sono concordi nell'affermarlo, potrebbe portare ad una nuova ondata. Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di microbiologia dell’Università di Padova nonché consulente per l'emergenza COVID-19 del governatore del Veneto Luca Zaia, è intervenuto oggi a Mezz'ora in più per ribadire il concetto che sembra sfuggire a molti:

Serve consapevolezza, il virus è ancora tra di noi e il pericolo non è finito. Noi dobbiamo interrogarci se siamo preparati a spegnere sistematicamente i focolai che via via si manifesteranno e che con l'autunno e l'inverno sicuramente avranno dimensioni e frequenza maggiori.

Ad oggi abbiamo tante speranze per il vaccino, ma nessuna certezza. E se l'Europa sembra essersi lasciata alle spalle la fase più acuta dell'epidemia, nuovi focolai sono all'ordine del giorno e solo interventi tempestivi possono servire a tenerli sotto controllo. Questa potrebbe essere la nuova normalità ancora a lungo:

Dobbiamo insistere e incalzare il governo e le autorità regionali a essere preparati, più saremo preparati più saremo pronti a convivere per un paio d'anni con la dinamica di questo virus, fino a che un vaccino speriamo arrivi.

L'ammonimento di Crisanti è chiaro:

Dobbiamo attrezzarci con consapevolezza. Quello che è accaduto all'inizio dell'epidemia è in qualche modo perdonabile perché ci ha colto di sorpresa ma riprodurre la stessa situazione a ottobre-novembre sarebbe imperdonabile. E l'Italia non credo possa permetterselo.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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