Conte sul Mes per ora asseconda il M5S: voto rinviato a settembre? Berlusconi: "Come si può dire no?"

L'accesso al Fondo salva-Stati fa ancora discutere la maggioranza.

Giuseppe Conte

Mes sì o Mes no è il nuovo enigma del governo Conte 2 con il PD schierato apertamente per il sì e il M5S che propende per il no. In mezzo, ovviamente, a fare da ago della bilancia, c'è il Premier Giuseppe Conte il quale per adesso sembra più vicino alla posizione dei penta stellati, se non altro perché prende tempo, rimanda a settembre un voto potenzialmente pericoloso per il suo governo, e cerca di mediare con il PD.

La priorità per Conte non è il Mes, ma il Recovery Fund, per il quale si è lungamente battuto in Europa da appena è cominciata la pandemia da coronavirus. Per adesso, dunque, la discussione in aula del Mes è rimandata a settembre, periodo in cui, magari, il M5S avrà risolto le sue beghe interne o sarà giunto a una rottura vera e propria.

Conte, dunque, per ora ascolta di più quello che dicono i vertici del M5S, i vari Vito Crimi, Stefano Patuanelli e Luigi Di Maio, schierati per il no al Mes, almeno fino a quando non diventa inevitabile. Se si andasse al voto in aula adesso i partiti sicuri di votare a favore del Mes sono PD e Forza Italia....

I 36 miliardi previsti dal MES, dunque non saranno sfruttati per adesso e nel caso in cui il M5S cambiasse idea se ne parlerebbe solo negli ultimi mesi dell'anno. I pentastellati sarebbero più orientati verso un altro stostamento di Bilancio, che è considerato uno strumento più sicuro.

Il ministro dell'Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri ha spiegato che il Mes garantirebbe un risparmio di cinque miliardi in dieci anni. Tra i principali sostenitori di questa misura c'è il fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che in una intervista al Mattino oggi ha spiegato:

"Quelle coperte dal MES sono spese che comunque si dovrebbero sostenere: si tratta di costruire nuovi ospedali, di riqualificare quelle esistenti, di assumere personale sanitario, di pagarlo meglio, di migliorare i reparti sanitari e di isolamento nelle strutture per anziani e nelle carceri, di investire di più nella ricerca. Tutti investimenti necessari e che per di più determinerebbero una forte circolazione di liquidità, una rilevante crescita dell'occupazione e dei consumi. Grazie al Mes potremo farlo risparmiando ogni anno nove volte quello che si risparmierà con i taglio dei parlamentari. Come possiamo dire di no? Sarebbe un assoluto masochismo per noi e anche un imperdonabile sfregio all'Europa. Il ragionamento dei Paesi europei non potrebbe che essere il seguente: 'evidentemente l'Italia non ha bisogno di soldi, quindi diminuiamo anche quelli del Recovery Fund'. Ripeto: per noi sarebbe puro autolesionismo"

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