Berlusconi in un libro mai pubblicato: "Quattro colpi di Stato da magistrati militanti. Io vittima di una frode"

La bozza del libro è datata 2014, ma torna di attualità dopo le intercettazioni che confermano i pregiudizi dei magistrati nei suoi confronti.

Silvio Berlusconi contro i magistrati

Torna quanto mai d'attualità una bozza di un libro firmato da Silvio Berlusconi, scritto nel 2014, ossia l'anno dopo essere stato dichiarato decaduto per effetto della legge Severino dopo la condanna della Cassazione per frode fiscale. Il titolo provvisorio di quel libro era "La verità" e la bozza è stata fatta leggere ad alcuni parlamentari di Forza Italia, ma anche Adnkronos ne è entrata in possesso e oggi ha pubblicato alcuni stralci.

Nel testo Berlusconi scrive di suo pugno:

"Non si sono visti né carri armati, né militari, né cortei di gente in rivolta nelle strade, ma come chiamare il capovolgimento della volontà espressa liberamente dai cittadini alle elezioni senza passare di nuovo dalle urne? Non c'è che una risposta: si è verificato un colpo di Stato. Questo è quanto è successo per quattro volte negli ultimi venti anni in Italia..."

Il Cavaliere parla in realtà di quattro colpi di Stato: il primo nel '92-'93 "con l’operazione Mani pulite", il secondo nel '94 con l'avviso di garanzia, "recapitato in prima pagina" dal Corriere della Sera mentre stava presiedendo a Napoli il vertice Onu contro la criminalità organizzata, il terzo nel 2011 con "l'imbroglio degli spread", l'ultimo, quello del 2013 culminato nella estromissione dal Parlamento.

E Berlusconi spiega:

"Per questo quando dico che la malattia che sta devastando la democrazia italiana si chiama 'uso politico della giustizia', non faccio che rendere un servizio alla verità. La mia forza politica e io siamo estremisti per questo? Forse sì! Perché amiamo all’estremo la libertà e non ci rassegniamo all’idea di vivere in un Paese in cui avvengono simili colpi di Stato"

E si chiede:

"È ancora democratico un Paese dominato da un nucleo di magistrati collocato nel cuore dello Stato, dotato di un enorme potere, non sottoposto ad alcun controllo, del tutto autoreferenziale e non legittimato da una elezione democratica?"

Poi aggiunge:

"L’unica colpa che mi si può attribuire, oggi come nel 1994, è quella di aver saputo vincere le elezioni e di aver resistito negli anni di opposizione"

E ancora:

"Se non fossi sceso in campo io (certo, con il mio conflitto di interesse, evidente e perciò controllabile proprio perché sotto gli occhi di tutti), la democrazia italiana sarebbe stata dominata da un fortissimo sistema di potere politico, giudiziario, finanziario e mediatico"

Berlusconi poi sottolinea:

"In conclusione, io sono stato condannato e poi estromesso dal Parlamento sulla base di una sentenza 'politica' costruita scientificamente ed assolutamente infondata. Come ho sempre sostenuto, sono stato io la vittima di una frode"

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