COVID-19, 12 milioni di casi e 550mila decessi. OMS: "La pandemia accelera"

La pandemia di COVID-19 sta accelerando. Mentre in Italia e nel resto d'Europa la situazione si sta lentamente assestando verso una semi-normalità, in molti Paesi del Mondo l'emergenza è fuori controllo per molteplici motivi, dall'impossibilità di adottare misure restrittive nei Paesi più poveri alla sottovalutazione della gravità della situazione in Paesi come gli Stati Uniti e il Brasile.

Ad oggi i casi di COVID-19 confermati nel Mondo ha toccato quota 12 milioni, mentre il numero dei decessi legati al nuovo coronavirus ha superato le 550mila unità. Più di mezzo milione di persone hanno perso la vita dall'inizio del 2020 ad oggi a causa del nuovo virus per il quale, ad oggi, non esiste ancora un vaccino.

E mentre nei Paesi che si apprestano a vivere una situazione di semi-normalità resta alto l'invito a non abbassare la guardia, l'Organizzazione Mondiale della Sanità certifica che la situazione sta peggiorando. Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'OMS, ha sottolineato che "i casi totali sono raddoppiati in 6 settimane" e che "siamo nel mezzo della battaglia della nostra vita":

Non c'è alcun Paese che non sia stato toccato da Covid-19, una pandemia che non si cura di orientamenti politici e dei confini, e anzi ha messo in luce le disuguaglianze.

L'emergenza sanitaria che il Mondo sta vivendo in queste mesi sta portando a gravi conseguenze anche in altri settori e le disuguaglianze già presenti si stanno accentuando:

In questo momento nel mondo, sia nei Paesi poveri che ricchi, molte più persone stanno soffrendo la fame. Le stime del World Food Programme (Wfp) ci dicono che la fame globale potrebbe aumentare e colpire oltre 270 milioni di persone. Questi non sono numeri, queste sono persone. [...] Centinaia di milioni di bambini sono a rischio per le mancate vaccinazioni di routine per la tubercolosi, la polmonite, il morbillo, la poliomielite, il colera, la diarrea. Molti Paesi inoltre stanno esaurendo i farmaci per l'Hiv.

Questo, sottolinea Tedros Adhanom Ghebreyesus, non è il momento delle divisioni: "Abbiamo imparato che quando si tratta della salute i nostri destini sono uniti. E che i Paesi che sono riusciti a mettere sotto controllo l'epidemia hanno adottato una strategia completa, basata sul distanziamento, il tracciamento, i test e i tamponi. E anche se lottiamo contro questa pandemia, dobbiamo preparaci ad epidemie future, ma anche alle sfide del nostro tempo come l'antibioticoresistenza, il cambiamento climatico e le disuguaglianze".

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