Coronavirus: impennata di casi in California, chiuse le attività commerciali

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L’impennata di contagi da Covid-19 in California (USA) costringe il governatore Gavin Newsom ad una nuova stretta sulle attività commerciali. Chiudono ristoranti, bar, cinema, teatri, palestre, musei, luoghi di culto e anche gli zoo. In 30 contee, per un totale dell’80% di popolazione, inoltre, chiudono anche i centri fitness, parrucchieri, servizi per la cura della persona e centri commerciali all’aperto. Nelle ultime 24 ore i nuovi contagi sono stati 8.358, per un totale di 329.162 casi, mentre i morti sono aumentati di 23 unità, toccando così quota 7.040 vittime.

Il distretto di Los Angeles e San Diego, il più grande della California, è stato contestualmente costretto ad annunciare che le scuole riapriranno solo in autunno. Dunque, si va avanti con la didattica a distanza tramite Internet fino alla fine del 2020. Una sfida al presidente Donald Trump che nei giorni scorsi aveva chiesto l’apertura delle scuole minacciando anche di ritirare le risorse federali a quegli Stati che le avrebbero lasciate chiuse.

Fauci: "Colpa del mancato lockdown"

Anthony Fauci, virologo che sta collaborando con la Casa Bianca, non ha dubbi: l’aumento dei contagi è da spiegare con il fatto che "il Paese non è stato mai chiuso interamente e in molti Stati si è riaperto troppo velocemente". Parlando con il preside della facoltà di medicina dell'università di Stanford, infatti, Fauci ha confermato: "Non abbiamo chiuso l'intero Paese. Ora dobbiamo fare qualche passo indietro e dire, 'ok, non possiamo chiudere totalmente ma almeno dobbiamo riaprire gradualmente'". Parole che non hanno fatto di certo piacere al presidente degli Stati Uniti d’America. Dopo aver ignorato per mesi i consigli di Fauci (lockdown e uso mascherine), sembra che Trump voglia scaricare ora la gravità della situazione proprio sul suo consigliere medico.

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