Consiglio UE, quarto giorno di trattative. Conte: "Svolta nella notte, sono ottimista"

AGGIORNAMENTO ORE 16:00 - A margine del Consiglio Europeo, il premier Giuseppe Conte si è intrattenuto per qualche minuto con i giornalisti presenti a Bruxelles: "Stanotte c'è stata una svolta: dobbiamo essere ancora cauti ma direi che sono cautamente ottimista", ha ammesso il capo del governo italiano. "Non stiamo scherzando. Stiamo offrendo una risposta europea e non possiamo scherzare più. Lo dobbiamo ai nostri cittadini colpiti dalla gravità delle conseguenze della crisi: non è tempo di tergiversare - aggiunge - fino a quando non c'è la stretta finale e non valutiamo tutti gli aggiornamenti e le poste contabili dobbiamo essere cauti".

L’olanda guida la fronda di quei Paesi che vogliono rassicurazioni sulle riforme in cambio dei fondi, ma Conte ribadisce che lotterà "fino alla fine perché le risorse siano cospicue e favoriscano la ripresa. La soglia dei 400 miliardi sui contributi a fondo perduto, che non dovrebbe essere ridotta, ha richiamato tutti al buon senso. Domenica c'è stato un duro confronto - ammette - e ho spiegato che dobbiamo avere un limite per la dignità dell'Italia e degli altri Paesi. Se il piano viene riempito di ostacoli che ne compromettono l'efficacia non serve a nulla. Ho richiamato tutti a un'assunzione di responsabilità. Stiamo offrendo una risposta europea, non possiamo guardare il nostro ombelico nazionale".

Consiglio UE | Il quarto giorno di trattative

Quella di oggi potrebbe essere la giornata risolutiva per il Consiglio Europeo. Dopo tre giorni di nulla di fatto e incessanti consultazioni tra i leader UE, oggi i lavori riprenderanno alle 16 e, come anticipato nelle ultime ore, il presidente del Consiglio UE Charles Michel dovrebbe presentare una nuova proposta formale che dovrebbe prevedere una "riduzione dei trasferimenti a 400 miliardi e 390 miliardi" del Recovery Plan.

Il premier Giuseppe Conte, rientrando in hotel al termine della terza giornata di lavori, ha spiegato che "ci stiamo avvicinando allo zoccolo duro delle rispettive posizioni" e che "il confronto diventa più risolutivo":

Questa negoziazione volta ad abbassare il livello di efficacia della reazione europea non ha senso. I trasferimenti sono necessari a una pronta ripresa per rafforzare la resilienza dei paesi che hanno più difficoltà nella crescita economica [...] Il Recovery Plan non può diventare uno strumento per condurre battaglie ideologiche. Chi oggi si contrappone alla chiusura di questo negoziato e pensa di acquisire nell’immediato maggiore consenso sul piano interno deve però pensare che non solo la storia gli chiederà il conto ma che i suoi stessi cittadini, superata la reazione emotiva, si renderanno conto che quella di stasera è stata una valutazione miope che ha portato a una decisione che ha contribuito ad affossare il mercato unico e la libertà di sognare delle nuove generazioni.

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, via Twitter, questa mattina si è detto molto contento dei risultati ottenuti al termine della terza giornata, ipotizzando che le trattative più dure siano ormai vicine al termine.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO