Covid, Oms: "Virus accelera, casi raddoppiati in meno di 2 mesi"

OMS vaccino a che punto siamo

Se in Italia i numeri dei nuovi contagi da Covid sono tutto sommato stazionari, anche se non mancano di certo i focolai di coronavirus e 9 regioni restano osservate speciali (Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria), va peggio in altri paesi europei come la Spagna dove ormai si parla di "seconda ondata".

Nel resto del mondo, nelle Americhe e in India il virus continua a galoppare, mentre in Cina si è raggiunto in queste ore il picco di casi dal marzo scorso: ieri 61 nuovi contagi, di cui 57 domestici, il peggior dato dal 6 marzo (75 casi). A Hong Kong, alle prese con la "terza ondata", sono state adottate nuove misure restrittive.

"Sono sei mesi da quando l'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato Covid-19 un'emergenza di sanità pubblica internazionale. Quando ho dichiarato l'emergenza di sanità pubblica internazionale il 30 gennaio - il più alto livello di allarme ai sensi del diritto internazionale - c'erano meno di 100 casi di Covid al di fuori della Cina e nessun decesso. Oggi sono quasi 16 milioni i casi segnalati all'Oms con oltre 640.000 decessi. E la pandemia continua ad accelerare" spiega durante una conferenza stampa a Ginevra il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Il numero uno dell'organizzazione aggiunge che: "Nelle ultime 6 settimane, il numero totale di casi è quasi raddoppiato. Questa è la sesta volta che un'emergenza sanitaria globale è stata dichiarata ai sensi dei regolamenti sanitari internazionali, ma è di certo la più grave. Il Covid-19 ha cambiato il nostro mondo. Ha riunito persone, comunità e nazioni e le ha separate. Ha dimostrato di cosa sono capaci gli esseri umani, sia positivamente che negativamente". Il direttore generale dell'Oms fa sapere che questa settimana riunirà il Comitato di emergenza "per rivalutare la pandemia e consigliarmi di conseguenza".

Maria Van Kerkhove, alla guida del gruppo tecnico dell'Oms per il coronavirus, alle domande sui focolai più o meno estesi che si stanno sviluppando in diversi paesi tra cui l’Italia, risponde: "A livello mondiale il quadro è complesso: in molti Paesi c'è una diffusa trasmissione interna, in altri il picco è passato e il virus appare sotto controllo. Ma in alcuni casi vediamo una recrudescenza, con il manifestarsi dei focolai. Ecco, se il virus trova l'opportunità di emergere lo fa, nelle industrie, in caso di grandi aggregazioni. Contro i focolai occorre un approccio aggressivo, in grado di interrompere rapidamente la catena di trasmissione".

Nel nostro Paese nella settimana dal 13 al 19 luglio sono stati scoperti secondo Istituto superiore di Sanità e Ministero della Salute, altri 120 focolai, per oltre 650 in tutto.

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