Fontana: "Non mi dimetto. Ho agito in emergenza, la Regione non ha pagato"

"Non so perché i miei portassero i loro risparmi all'estero".

Attilio Fontana

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha rilasciato un'intervista a Francesco Bei pubblicata oggi da la Repubblica in cui parla della vicenda dei camici donati dall'azienda di suo cognato alla Regione. Intanto Fontana prende un po' le distanze dal suo partito, la Lega, che ha parlato di "giustizia a orologeria" e dice invece che i magistrati devono svolgere il proprio compito e accertare la verità. Poi ha spiegato:

"Della procedura attivata da Aria non ero a conoscenza e non sono mai intervenuto in alcun modo per favorire quella procedura. Questo ho inteso esprimere quando ho affermato di essere completamente estraneo e ignaro della fornitura onerosa in questione. Naturalmente, una volta venutone a conoscenza, ho sollevato la sua inopportunità"

Sul fatto di aver provato a ripagare il cognato del mancato guadagno con un bonifico da un deposito svizzero creato con soldi provenienti da un paradiso fiscale, Fontana ha detto:

"Ho spontaneamente considerato di alleviare in qualche modo il peso economico dell'operazione di mio cognato, partecipando io stesso personalmente - proprio perché si trattava di mio cognato - alla copertura di una parte di quell'intervento economico. Si è trattato di una decisione spontanea, volontaria e dovuta al rammarico di constatare che il mio legame di affinità aveva solo svantaggiato una azienda legata alla mia famiglia"

Fontana ha poi insistito sul fatto che quel conto fosse assolutamente legale perché lo aveva dichiarato e aveva regolarmente pagato le tasse in Italia dopo averlo ereditato dalla madre. Ha anche detto che i rapporti con il cognato sono buoni, poi alla domanda sul perché la Regione non abbia chiesto a Dama Spa (ossia l'azienda del cognato) di sottoscrivere il patto di integrità che avrebbe dovuto mettere a riparto dal conflitto di interesse, il governatore ha risposto:

"Ritengo che Aria abbia svolto bene il suo lavoro. Chi non comprende il livello di gravità ed emergenza nella ricerca spasmodica di presidi per medici e infermieri o è stupido o è in malafede. Inoltre ricordo che tutti gli acquisti svolti in quella fase erano in regime di emergenza e seguivano procedure eccezionali tali da non richiedere la sottoscrizione del patto di integrità. Deve essere chiaro a tutti che in quei giorni contavano i minuti e quindi ogni elemento che portava ritardi nella procedura metteva a rischio vite umane"

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