Speranza: "Non ci sarà un nuovo lockdown"

Roberto Speranza

Il Ministro della Salute Roberto Speranza assicura che non ci sarà un nuovo lockdown come quello che abbiamo vissuto a livello nazionale da marzo a giugno. Nonostante i dati dimostrano un andamento dell'epidemia in lento aumento, la situazione odierna non è paragonabile a quella della fine del febbraio scorso e l'ipotesi di un lockdown non viene neanche presa in considerazione dall'esecutivo di Giuseppe Conte.

In un colloquio con La Stampa e La Repubblica, Speranza tranquillizza chi teme una nuova chiusura generalizzata:

Io sono ottimista, anche se prudente e cauto. Il nostro Servizio sanitario nazionale si è molto rafforzato. la situazione non è paragonabile a quella di febbraio-marzo, quando avevamo una curva di contagi fuori controllo e non avevamo un apparato pronto a tracciare e isolare i casi. In Italia avevamo cinquemila posti in terapia intensiva, ora sono raddoppiati. Siamo in fase di convivenza col virus prendendoci dei rischi, il tasso zero contagi non esiste. Per azzerarlo ci voleva un lockdown per altri 3-4 mesi. Dobbiamo controllarlo ed evitare rischi inutili.

Nel rinnovare l'appello ai cittadini alla cautela e al distanziamento sociale, Speranza è chiarissimo:

Nessuno ha un metodo miracoloso. Nessuno ha la bacchetta magica. Noi dobbiamo affrontare questa fase rialzando il livello di attenzione sui comportamenti individuali. Sono questi che ci ha fatto piegare la curva in primavera. Mascherine, distanziamento e lavaggio delle mani. [...] Per arrivare ad agosto al contagio zero avremmo dovuto proseguire con il lockdown e con la chiusura delle frontiere. Ma avremmo avuto anche un paese in ginocchio, piegato. E io non lo voglio.

Il Ministro, intanto, ha voluto rassicurare tutti anche sulla riapertura delle scuole a settembre:

Sappiamo bene che il 14 settembre è letteralmente un banco di prova. Ma noi non possiamo rinunciare alla scuola. Un Paese democratico ed evoluto non può fare a meno di un bene primario per le generazioni più giovani. La scorsa settimana abbiamo chiuso di nuovo le discoteche, abbiamo introdotto l’obbligo di mascherina nelle ore serali. Ma alla discoteca si può rinunciare. All’istruzione no. Le scuole noi le riapriremo. Punto. Lo faremo adottando le misure di massima sicurezza. Faremo i test a chi lavora negli istituti.

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