Fareste educare i vostri figli da Berlusconi? In una semplice frase la tragedia del Partito Democratico


Ci sono giocatori di calcio passati alla storia per aver segnato il record di autogol. Uno di questi è Ferri dell'Inter, immortalato addirittura in una canzone di Ligabue. Ecco, Dario Franceschini è l'omologo politico di Ferri. Chiamato al capezzale di un Pd in coma dopo la cura Veltroni, ha ritenuto di sollevarlo con una linea di attacco continuo e frontale a Berlusconi, nella disperata speranza di recuperare i consensi perduti a favore di Di Pietro. Calcolo tragicamente sbagliato.

Tonino può permettersi quei toni perché la sua stessa forza politica è costruita sul puro principio dell'anti-berlusconismo. L'Idv è un partito di protesta che deve affidarsi all'elisir di lunga vita del Cavaliere, poiché dopo il suo ritiro farà probabilmente la fine dell'Uomo Qualunque di Giannini. Ma il Pd no, non è o non dovrebbe essere solo questo. I Democratici assolvono una funzione vitale nel sistema bipolare italiano; rimanere la principale alternativa al centro-destra, con una proposta di governo concreta e concorrenziale.

Ma dove sta la proposta concreta in una campagna personalistica che insiste così virulentemente sui fatti privati di Berlusconi? Ma soprattutto che senso ha una dichiarazione come «Agli italiani e alle italiane vorrei chiedere una cosa. Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?»

Andate a porre questa domanda ai precari, ai disoccupati, alle famiglie delle vittime del lavoro; cosa credete che vi risponderanno? Se ve la cavate con un "chissenefrega" potrete ritenervi fortunati. E lo stesso dicasi per Noemi Letizia, l'ex-fidanzato-borseggiatore e chi più ne ha più ne metta. Quando Franceschini capirà che chi vota Berlusconi lo fa anche perché non ne può più della politica gossippara del Pd sarà sempre troppo tardi.

Foto: da affaritaliani.it

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