Bersani e Berlusconi "ripuliscono" le liste. Ma non incidono sul bubbone della politica

Qualche proposta concreta su questioni reali fa capolino in una campagna elettorale che, a poco più di un mese dalle elezioni, resta comunque un cabaret, uno show da tv paesana dai colori sfuocati, con comprimari di terz’ordine che si atteggiano a leader e a star, solo per compiacere fans e capibastone e mantenere le proprie cadreghe, promettendone altre a parenti ed amici.

Quel che manca è - come si sarebbe detto una volta - il “progetto”. Manca cioè l’idea, la visione di una Italia “altra” da quella degli ultimi 20 anni, capace di riportare fiducia e rimettere gli italiani ai remi, con il timone puntato nella giusta direzione, quella della ricostruzione morale e materiale di un Paese confuso e impaludato.

Nella guerra delle liste, va apprezzato il (timido) tentativo di moralità fatto da Bersani di ripulire le liste del Pd da qualche impresentabile (via due candidati in Sicilia e uno a Napoli), scelta che (forse) costringe lo stesso Berlusconi a cancellare tra mille incertezze e polemiche nomi altisonanti come Dell’Utri, Cosentino, Papa, Laboccetta, Landolfi ecc. Si gratta però solo qualche granello di ruggine ai confini dell’impero, si resta alla superficie non intaccando i nodi veri di una politica inadeguata, invadente e sorda, che resta malata alla radice.

Non a caso, pur avendo recuperato nel mondo, quanto meno la faccia dopo le tragicomiche del teatrino berlusconiano, l’Italia non dà ancora le necessarie “garanzie” sul proprio futuro, mancando proprio nei partiti una linea che vada oltre la contingenza. L’esempio ultimo viene dalla Banca centrale europea che ha denunciato il permanere in Italia di uno stato di incertezza generale, che può lasciare indifferente l’uomo della strada, ma che allontana gli investimenti stranieri, senza i quali l’uscita dalla crisi è più lenta e più ardua.

La differenza fra l’”incantatore di serpenti” Berlusconi e il pragmatico Bersani è abissale. Resta il fatto che entrambi (ciò vale anche per Monti&C) restano ancorati al concetto di propaganda, ben lontani dalla politica. Solo per qualche voto in più.

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