Attentato contro leader dell'opposizione bulgara: Dogan rappresenta le minoranze turche

Assalitore fermato dalle guardie del corpo

Il leader dell'opposizione bulgara, Ahmet Dogan, è sfuggito miracolosamente a un attentato mentre stava tenendo un comizio a Sofia. Un uomo si è avvicinato a Dogan e gli ha puntato contro una pistola, ma è stato bloccato dagli agenti di sicurezza prima che potesse premere il grilletto. Il Movimento per i Diritti e la Libertà è passato all'opposizione nel 2009: Dogan rappresenta le minoranze turche del Paese.

Le immagini mandate in onda dalla tv mostrano diverse persone che prendono a calci e pugni l'aggressore, che aveva precedenti per rapine e droga, anche dopo l'arresto. Oktai Enimehmedov, 25 anni, è stato portato in ospedale, ma non si sa se abbia riportato ferite gravi. Anche lui apparterebbe alla minoranza turca. L'arma era una pistola a gas, ma con sè Enimehmedov aveva anche due coltelli.

La pistola a gas non viene considerata in grado di uccidere, ma da distanza ravvicinata può provocare ferite anche mortali. E' stato il ministro dell'Interno della Bulgaria, Tsvevtan Tsvetanov a fornire informazioni ai giornalisti sull'aggressore.

Poco dopo l'incidente, il vicepresidente del partito, Lyutvi Mestan, ha letto davanti ai giornalisti una dichiarazione nella quale, tra l'altro, ha definito l'accaduto "una mostruosa manifestazione della politica dell'odio". Il deputato socialista Anton Kutev ha invece avanzato alla Radio nazionale bulgara l'ipotesi che l'attentato a Dogan sia "stato una messa in scena i cui moventi andrebbero cercati nelle lotte intestine" in seno al Dps".

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