Elezioni 2013 - Silvio Berlusconi e gli impresentabili del Pdl. La situazione di Cosentino, Dell'Utri e gli altri.


L'unica cosa certa (o quasi) fino a questo momento è che Silvio Berlusconi ha fatto definitivamente fuori (dalle liste) il "gentiluomo" Marcello Dell'Utri, che non sarà candidato nelle elezioni 2013. Né nel Pdl, né nel Grande Sud, soluzione che era sembrata la migliore per salvare capra e cavoli. Manca ormai pochissimo alla presentazione delle liste e ancora il Senatore siciliano non compare, la sua esclusione ormai sembra cosa fatta e lui stesso commenta un po' da martire:

"Mi sembra una grande ingiustizia ma, se può essere utile al partito e se in caso di sconfitta nessuno mi dirà che se abbiamo perso è colpa mia, facciamolo. Sono io che ho detto che sono al Parlamento per legittima difesa, l'ho detto 100mila volte, perché in Italia c'è una situazione anomala per cui se la giustizia non è d'accordo su qualcosa la politica si blocca. Nel' 94 non mi sono candidato e nel '96 mi sono creato uno scudo, ma lo ho dichiarato io che è stato per legittima difesa"

Ma Dell'Utri ha una parola buona anche per Nicola Cosentino, altro impresentabile decisamente a rischio: "Non è giusto che rinunci alla candidatura, perché contro di lui ci sono accuse inesistenti". A quanto pare, però, ormai la parola di Dell'Utri conta ben poco, visto che nonostante la guerra che Cosentino sta conducendo per restare in lista, Berlusconi sembra convinto di riuscire a tagliare anche lui.

"Gli abbiamo chiesto di fare un atto di generosità e di non candidarsi. Ma è ancora sub judice, perché su di lui non c'è nulla ed è una persona che stimiamo". Le parole piene di zucchero di Berlusconi a Sky Tg24 non servono però a tenere a freno la rabbia di Nick o'Mericano, che ha ricordato a tutti come il suo ruolo in Campania sia ancora centrale per il Pdl e che ai sondaggi del Cavaliere ha risposto con i suoi, in cui mette nero su bianco come la metà dei voti del Pdl campano sarebbero a rischio nel caso in cui lui non si presentasse.

Una minaccia per niente velata che risponde esplicitamente all'idea di Berlusconi secondo cui "gli impresentabili ci fanno perdere un milione di voti". Ecco, è come se Cosentino gli avesse risposto: "Non dimenticarti chi li porta, però, i voti al Pdl". Per il momento Cosentino è in lista, vedremo come si concluderà la faccenda. Più definita invece sembra essere la situazione di un terzo impresentabile, Alfonso Papa, anche lui tra gli epurati dal Cavaliere nella sua nuova crociata per le 'liste pulite' (per tutti, tranne che per lui). Che però si ribella:

"Non intendo ritirare la mia candidatura. Com'è noto al Presidente Berlusconi la mia ferma volontà di portare avanti la battaglia per un sistema carcerario rispettoso della dignità umana e per una riforma organica della giustizia nasce dalla mia esperienza e dal desiderio di dare voce ai troppi che soffrono. Mi era stato chiesto di proseguire nel mio lavoro e così ho fatto. Se il presidente Berlusconi intenderà far prevalere una linea giustizialista, io ne prenderò atto. Mi sembra però inderogabile la necessità che sia Silvio Berlusconi e solo lui ad assumersi una tale responsabilità di tipo politico, culturale e storico".

Fa un po' ridere che Papa sia diventato un paladino delle carceri dopo averle frequentate e si sia convertito alla nobile missione, ma comunque è evidente come la sua piccola ribellione nei confronti di Berlusconi abbia ben poche chance di successo, visto che Papa non è certo un uomo cardine come lo è (era?) Dell'Utri in Sicilia o Cosentino in Campania. Un altro impresentabile con poche chance di successo è Milanese, l'ex collaboratore di Tremonti caduto anche lui in disgrazia con la giustizia.

Ma i problemi per Berlusconi non finiscono qua: mezzo Pdl della Liguria è in ribellione per la decisione di non candidare Scajola e mettere al secondo posto Augusto Minzolini. Mentre passano a riscattare i loro crediti i mitici Responsabili, in particolare i due fuoriusciti dall'Idv - Razzi e Scilipoti - per salvare Berlusconi il 14 dicembre 2010. Ora aspettano la loro candidatura, ma alcuni nomi importanti del partito, come il governatore dell'Abruzzo Chiodi, protestano: "Con queste liste perdiamo, i miei non faranno alcuna campagna se non saranno rispettati i criteri di legalità".

Fu Verdini il regista dell'operazione Responsabili. E sempre Verdini è legato a doppio filo a Cosentino. Inevitabile quindi che tutta questa bagarre si riduca a una lotta tra l'ex coordinatore di fatto del partito - Verdini appunto - e Alfano, che sta provando a 'ripulire' il partito per riempirlo di uomini più fidati, vista anche la sua situazione non sempre rosea. E in mezzo c'è Berlusconi, che fa molta più fatica del previsto a imporre la sua volontà. Ma che vorrebbe tanto approfittare della questione 'liste pulite' per liberarsi di persone diventate troppo ingombranti.

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO