Gli aerei di Stato devono volare, anche vuoti. La teoria del moto perpetuo secondo Ignazio La Russa


Il ministro della difesa, nonché componente del triumvirato del Pdl Ignazio La Russa è stato ospite della puntata di ieri sera di Otto e Mezzo, in compagnia di Emma Bonino. Dopo l'immancabile avvio su Noemi, Gino, Alberto, le foto e le veline, Lilli Gruber ha spostato l'attenzione sulla questione dei voli di Stato e della correttezza del loro utilizzo da parte di Silvio Berlusconi, facendo riferimento al trasporto aereo del cantante Apicella.

Nella sua arringa difensiva, La Russa ha detto delle cose piuttosto paradossali: "il Governo Prodi, dopo gli scandali (Mastella, Rutelli al GranPremio) ha modificato le regole sui voli di Stato. Ma le ha cambiate in maniera troppo restrittiva e noi siamo stati costretti a rimodificarle: gli aerei di Stato hanno una soglia minima di ore di volo e le devono fare anche a costo di viaggiare vuoti. Quindi è comunque meglio che trasportino qualcuno piuttosto che volino senza passeggeri".

Se la situazione è quella descritta dal ministro, siamo di fronte all'ennesima figura da Paese di Pulcinella: abbiamo degli aerei di Stato che non servono, però devono volare lo stesso e per farli volare abbiamo modificato delle regole troppo restrittive in modo da avere più politici nei nostri cieli. Nemmeno Totò sarebbe arrivato a tanto...

Oltre al fatto che non è chiaro per quale motivo degli aerei debbano volare per forza, se proprio questi velivoli non servono non sarebbe più giusto venderli o passarli alla Croce Rossa piuttosto che alla Protezione Civile invece di doversi inventare delle scuse per farli volare e per trasportare in Sardegna cantanti, accompagnatori e menestrelli?

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