Il successo del Pd: 20 anni di svolte per scendere 26%


Secondo il segretario pro tempore del Partito democratico, Dario Franceschini, raggiungendo il 26,1% dei voti alle europee il Pd ha conseguito due risultati importanti: confermare il progetto su cui il Partito basa la sua esistenza e fermare l’avanzata della destra. Inoltre la scelta di allargare il campo socialista ad altre forze riformiste è stata una scelta giusta, il Pd è il primo partito progressista in Europa in voti assoluti con oltre 8 milioni di voti.

Quindi non solo San Franceschini ha fermato la destra (infatti Pdl + Lega hanno appena il 45,4%...), ma ha anche ottenuto dalle urne la conferma di un progetto politico fatto di svolte sistematiche e continui cambiamenti di nome e simbolo. Un progetto talmente azzeccato da aver portato il Pd al 26% quanto 20 anni fa il solo Pci aveva ottenuto il 27%. Due decenni di mutazioni genetiche, cromatiche e semantiche unite all'aggregazione di pezzi della Dc e del Psi hanno fatto nascere una matrioska di "cose", l'ultima delle quali ha raggranellato 1,5 milioni di voti in meno di quelli che aveva il solo Partito comunista.

Davvero un progetto politico che in 20 anni porta a diminuire il consenso in termini assoluti e relativi può considerarsi un successo?

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