Pdl, l'amputazione degli "impresentabili" rende "presentabile" Berlusconi?

La brusca pulizia dell’ultima ora non ridà verginità al Pdl ma l’epurazione di un un nome simbolo quale Cosentino dalle liste elettorali dimostra la capacità di Silvio Berlusconi di cambiare passo per avere più punti di gradimento nei sondaggi a un mese dall’apertura delle urne. Il Cav si difende per gli esclusi “eccellenti” e contrattacca incolpando la “ magistratura politicizzata che li aveva attaccati”.

Prima di Cosentino erano caduti Landolfi, Scajola, Dell’Utri ecc. mentre altri “impresentabili” resistono: Cesaro, Verdini, Formigoni, Polverini ecc. Pagano in particolare gli ex An: fuori gli ex anti-Fini Urso e Ronchi, fuori Moffa e Contento, Augello sui carboni accesi.

Ma la scelta di sbianchettare dalle liste certi figuri dimostra che Berlusconi ha posto sui due piatti della bilancia i pro e contro, scegliendo ob torto collo la via dura delle liste pulite di Alfano, cioè l’eliminazione perché “Non possiamo farci dare dei camorristi dall’opinione pubblica” e dare un “segnale politico” che porterebbe al Pdl da 2 a 4 punti, stando alle previsioni di Alessandra Ghisleri.

C’è però il rischio che, come per il letame, più lo muovi e lo spargi e più la puzza si espande. Anche perché a Cosentino&C fuori dalle liste, il Cav, generoso, saprà ricompensarli con new business e nuove cadreghe.

Tutto ciò detto, resta il dato politico centrale di una scelta che è una svolta di 180 gradi, stravolgendo quel “garantismo totale” che è stato uno dei pilastri ideologici del Cav e del berlusconismo. La scelta dimostra lo stato di salute di Berlusconi e del Pdl, che (al di là di un recupero debole nei sondaggi dovuto dal pessimo dato di partenza) è di estrema debolezza. Come dice Stefano Folli: “La coperta del Cav è più corta e non piò più comprendere tutti”. Basterà l’amputazione degli “impresentabili” per rendere davvero presentabile Berlusconi e il suo partito?

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