Beppe Grillo e l’impresentabile del Movimento 5 Stelle


Niente a che vedere con gente del calibro di Nicola Cosentino o Marcello Dell'Utri, ma da oggi anche Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle hanno il loro 'impresentabile': Antonio Endrizzi, candidato alle primissime posizioni del listino del M5S per le elezioni regionali in Lombardia con forti possibilità di riuscire a sedere in Consiglio. La sua colpa? Niente che ufficialmente violi il regolamento interno, ma alcune omissioni che sono saltate fuori facendo infuriare gli altri militanti: Endrizzi è già stato candidato consigliere comunale a Como, nel maggio 2012 con la lista civica 'Patto per Como', sostenuto dal Pdl.

Candidato ma non eletto, e allora dove sta il problema? Il fatto è che il neo-grillino ha nascosto questo suo passato, come ha nascosto di aver "avuto un’esperienza di amministrazione presso il comune di Faloppio, in qualità di assessore all’istruzione e attività politica per alcuni anni come tesserato prima di Forza Italia e poi del Pdl" - come scriveva lui stesso ai tempi della candidatura per 'Patto per Como' - e di aver anche nascosto di aver usato le sue reti organizzate vicine al Pdl (Forza Cavallasca) per raccogliere le firme necessarie a candidarsi per il Movimento 5 Stelle, come ha scoperto un attivista.

E il tutto si inserisce nella famosa faida a 5 Stelle tra i grillini di Cantù e quelli di Como (di cui Endrizzi fa parte), che già in passato hanno avuto diversi battibecchi: a riportare a galla la vicenda è infatti un militante di Cantù, Pasquale Caterisano, che scrive:

Endrizzi ha omesso il suo passato berlusconiano nascondendolo dal suo curriculum di presentazione agli elettori delle primarie, cosa gravissima per un candidato del M5S che dovrebbe fare della trasparenza totale, la sua essenza di attivista grillino, questa “dimenticanza” avrebbe falsato l’esito delle primarie in quanto se il curriculum fosse stato completo delle passate esperienze politiche (come tutti gli altri attivisti hanno fatto) gli elettori delle primarie di certo non lo avrebbero votato

Non un impresentabile forse, di sicuro un furbo e anche un riciclato. Ma nonostante questo, i vertici nazionali tacciono, nonostante nei meet-up si registri una certa fibrillazione. E non solo: la candidata presidente del M5S per le Regionali in Lombardia Silvana Carcano prende le sue difese, sostenendo in un videopost su YouTube di risposta all'articolo di Barbacetto sul Fatto - che aveva sollevato la questione - che "Endrizzi ha le carte in regola per entrare in lista; che viene dal centrodestra come tanti altri del M5s vengono dal centrosinistra; che è normale utilizzare un certificatore delle firme di centrodestra".

Tutto vero: tranne che Endrizzi è sostenuto politicamente da un gruppo organizzato del Pdl. E poi va aggiunto che ai tempi della sua candidatura per Como Endrizzi si è addirittura scagliato contro le "pericolose sirene dell'antipolitica" per poi diventarne parte integrante pochi mesi dopo. Semplicemente, aver nascosto questo vuol dire non aver permesso a chi lo ha votato di conoscere a fondo il suo passato politico. E quando si tratta di votare qualcuno, il passato conta, eccome. Soprattutto in un Movimento in cui si fa della trasparenza un dogma.

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