Sondaggi Elezioni Politiche 2013 - Pd, Pdl, Movimento 5 Stelle: chi sale, chi scende e perché


Tra poco più di due settimane ci sarà lo stop ai sondaggi in vista delle elezioni politiche 2013, ma dopo circa quattro mesi di campagna elettorale (iniziata di fatto con le primarie del Pd) si può fare un bilancio di quali partiti hanno guadagnato e quali hanno perso punti secondo i sondaggi dei vari istituti. Anche perché il bombardamento quasi quotidiano di sondaggi, indici di gradimento & co. rischia di far perdere di vista le dinamiche più a lungo termine dei vari partiti, quando manca un mese esatto al voto.

Il Pd ha tenuto dopo la fine della sfida Bersani vs Renzi? Il Cavaliere ha portato voti al Pdl? E' vero che il Movimento 5 Stelle è in crisi? E gli altri come stanno? Ce lo dice un'analisi che ha preso in considerazione le rilevazioni oltre di 50 sondaggi condotti da una dozzina di istituti da ottobre a oggi. Partiamo con quello che è di gran lungo il primo partito oggi in Italia: il Partito Democratico.

Il Partito Democratico. Troppo presto per vedere quali saranno gli effetti del caso del Monte dei Paschi di Siena, ma l'evoluzione è chiara: se a ottobre il Pd partiva da un comunque positivo 27%, il boom legato alle primarie ha fatto schizzare in alto il gradimento nel giro di 30 giorni. A novembre tre punti guadagnati e sondaggi che attestano il Pd al 30,6%. Durante la sfida per il ballottaggio il partito registra il suo massimo, toccando a dicembre un risultato di veltroniana memoria: 32,5%. Massimo livello toccato fino a oggi, perché poi le primarie finiscono, la 'bolla' si sgonfia un po' e soprattutto arrivano i discorsi sull'alleanza post-elettorale con Monti a togliere un po' di smalto al partito. Che però a gennaio è ancora quotato al 30,9%. Un sali-scendi che rende difficile prevedere quale sarà il risultato finale - comunque alto - per il Pd.

Il Popolo delle Libertà. L'impegno in prima persona del Cavaliere e le mille apparizioni in tv hanno giovato al Popolo delle Libertà, non ci sono dubbi. Il partito a ottobre era in crisi nera ma c'erano ancora speranze che si facessero le primarie e il risultato era del 16,2%. Il mese dopo la caduta continua, e il Pdl tocca il suo minimo storico: 15,3%. E' qui che entra in ballo Berlusconi, le primarie vengono spazzate via e tra l'incredulità di molti il partito inizia a risalire, toccando il 16,8% a dicembre e guadagnando due punti secchi in un solo mese: a gennaio viene infatti dato al 18,7%.

Il Movimento 5 Stelle. Si è parlato di crollo, e forse è un po' eccessivo, visto che normalmente i movimenti di protesta restano ben lontani da numeri a due cifre, ma è sicuro che dopo l'exploit seguito alle Regionali in Sicilia il partito di Beppe Grillo ha iniziato a perdere colpi. Un po' perché è terminata la scia dell'entusiamo siciliano, un po' per le mille polemiche (Casaleggio, Favia, ecc.), un po' perché la campagna elettorale riporta molti sul terreno più sicuro dei partiti tradizionali. Fatto sta che l'M5S che a ottobre era dato al 17,4%, a novembre mantiene intatto il suo risultato, a dicembre scende al 15,9%. E poi il tracollo: in un solo mese Grillo e i suoi perdono più di tre punti arrivando a gennaio al 12,6%. Un ruolo in tutto questo, sicuramente, lo ha giocato anche la nascita di Rivoluzione Civile, che contende al M5S una parte dell'elettorato.

La Lega Nord. Dopo la traversata nel deserto, l'emarginazione di Umberto Bossi e la nascita del Carroccio 2.0 (o così dicono loro) a guida Roberto Maroni la Lega è riuscita a tirarsi fuori dalle secche già nel mese di ottobre, quando raggiunge il 6%. Risultato che rimane identico a novembre, scende dello 0,2% a dicembre per poi calare ancora a gennaio, quando arriva al 5,5%. Niente di eccezionale, ma in questo leggero calo, secondo alcuni analisti, potrebbe esserci lo zampino di Berlusconi. Che ai leghisti ormai non va proprio giù e che potrebbe averli spinti a voltare - almeno nelle intenzioni di voto - le spalle al partito.

Sel. La cosa che più ha stupito di Sel negli ultimi mesi è come si sia poco avvantaggiato delle primarie che hanno visto Nichi Vendola (quasi) protagonista. Il solito entusiasmo 'da primarie' non c'è stato nella tornata che vedeva il leader impegnato in prima persona. Mentre il Pd schizzava sempre più in alto, Sel passava dal 5,6% al 5,8% (praticamente, niente) per poi ridiscendere a gennaio al 5,4% e perdere più di un punto a gennaio, in cui è arrivata al 4,3%. Qui le ragioni sono abbastanza evidenti: l'alleanza col Pd non ha esaltato i sostenitori di Vendola, a maggior ragione dopo le chiacchiere sull'alleanza post-elettorale con Monti. Ma soprattutto ha pesato la nascita di Rivoluzione Civile, che ha resuscitato e dato una riverniciata ai partiti della sinistra radicale dando una valida alternativa ai simpatizzanti di Sel.

Il Terzo Polo. Praticamente impossibile fare una valutazione di Udc e Fli sul lungo periodo, vista l'importanza cruciale giocata dalla "salita in politica" di Mario Monti. Quello che si vede nell'evoluzione del gradimento dei singoli partiti è un tracollo (l'Udc passa dal 6,2 al 3,9%; Fli dal 2,4 all'1,8%) che però non tiene conto delle liste legate al Professore, che complessivamente hanno giovato al Terzo Polo, oggi dato attorno al 14%.

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