Ferrara, l'aborto, e la Destra Libertaria

Mai come in queste elezioni l'aborto è divenuto tema dominante nella campagna acquisti/voti e come ben sappiamo il (de)merito di ciò va ascritto al proteiforme Giuliano Ferrara. Il corpulento giornalista, che seguiremo tra poche ore in diretta su RAI2 (PolisBlog sarà presente come sempre) nello stile anticonformista che gli è proprio, un bel giorno si è svegliato e ha deciso di gettare questa bella pietra nello stagno politico italiano, prendendone particolarmente di mira la sonnacchiosa parte di centrodestra.

A seguito di questa clamorosa iniziativa abbiamo dunque assistito a un improvviso risveglio delle coscienze, e da più parti si sono levate voci apocalittiche che denunciavano assassinii e paragonavano l'interruzione di gravidanza alla pena di morte. Non è compito mio nè di alcun altro tracciare giudizi sulle opinioni altrui, ci mancherebbe; il rispetto delle idee è parte fondante dell'ideale liberale di cui la destra illuminata è (o dovrebbe essere) portatrice. Quello che mi chiedo, semmai, è se la destra stessa sia in grado di affrancarsi dai cliché della conservazione di cui l'antiabortismo è parte, trovando una nuova vita nel libertarismo.

Se dunque vogliamo definire la destra libertaria come la posizione che fa del sacro, voltairiano rispetto dell'altrui libertà il proprio credo, quello che mi chiedo è se essa sia effettivamente rappresentata nell'alveo politico italiano. Se per esempio dovessi dichiararmi abortista, divorzista, anticlericale, favorevole ai matrimoni gay, ma filoamericano, meritocratico e favorevole al libero mercato mi dite per chi potrei votare? Avete ancora tre giorni di tempo per rispondermi.

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