Beppe Grillo all'assemblea del Monte dei Paschi: «Buco di 14 miliardi, peggio della Parmalat»

Come era prevedibile, l'intervento di Beppe Grillo all'assemblea dei soci del Monte dei Paschi di Siena si è trasformato in uno show, nonché in una tappa dello Tsunami Tour. Il comico genovese, piccolo azionista della banca, ha preso la parola introdotto da Alessandro Profumo, presidente della banca, con cui poi ha avuto anche uno scambio di battute. E Grillo ha esordito parlando proprio di Profumo, e ricordando i suoi conti in sospeso con la giustizia:

Vengo da Genova come il dottor Profumo, lo conosco, era un ex casellante studiava la notte. Ma è un uomo completamente inadatto per questo ruolo perché è indagato per frode fiscale; oppure il suo curriculum potrebbe essere quello giusto in questa situazione.

Poi Grillo ha spiegato che i guai del Monte dei Paschi sono iniziati nel 1995, quando la banca è stata privatizzata, anche se al comico non piace questo termine:

Questa banca era una banca solida, straordinaria, nel 1995 era stata diciamo privatizzata, in realtà è stata politicizzata. Ed è arrivato il mercato. Il mercato sono i soliti squali che entrano nelle spa, come Caltagirone e altri, investono e vogliono i dividendi. Questi signori hanno disintegrato una delle più belle banche del mondo, si sono venduti tutto. Hanno spompato un'azienda che aveva un valore di 20 miliardi di euro, adesso siamo sotto i 2. Queste operazioni, come Antonveneta, fanno sì che una banca così stia scomparendo.

Subito dopo, Grillo è passato ad attaccare frontalmente la nuova presidenza Mps per come ha gestito la crisi, paragonando il caso di questi giorni allo scandalo Parmalat, per cui era stato anche chiamato a testimoniare:

Lei come presidente doveva aprire un'inchiesta perché questo caso va oltre la Parmalat. Io ero stato chiamato per la Parmalat perché due anni prima del fallimento andavo a dire che la Parmalat stava per fallire. Il disastro di questa banca lo sapevano tutti, media, giornalisti e gente della finanza. Se la presidenza avesse avuto un comportamento corretto avrebbe dovuto chiamare tutti i segretari del PD dal 1995 a oggi e fare delle domande, perché oggi abbiamo un buco di 14 miliardi di euro, 28mila miliardi di lire. Siamo a uno scandalo come quello di Craxi, Tangentopoli e Parmalat messi insieme.

A questo punto Profumo lo ha interrotto:

"Dottor Grillo, poi mi dirà dove ha recuperato il numero dei 14 miliardi di euro"
"Glielo dirò, mi faccia andare avanti"

Ma alla fine non lo dice, e se la cava con una battuta.

Poi vediamo, perché c'è un buco notevole, se non sono 14 sono 13,8.

I prossimi a passare sul banco degli imputati sono coloro che dovevano vigilare, e Grillo fa il nome di Mario Draghi ma anche dell'attuale presidente Rai Anna Maria Tarantola, all'epoca presidente della vigilanza di Bankitalia:

Chi doveva controllare? La Banca d'Italia, Draghi, la Tarantola, la Consob, fanno tutti un altro mestiere, è uno dei buchi più grandi in Italia e in Europa.

Inaspettatamente, il leader del Movimento 5 stelle difende Giuseppe Mussari, anche se a modo suo:

Mettiamo sul patibolo questo Mussari, ma io l'ho conosciuto, lui non sa nulla di banche, non sa neanche fare un bonifico, e sentirlo parlare di derivati che nessuno sa cosa sono… i derivati sono una cosa da malati di mente, pensate che l'inventore dei derivati è fallito.

E conclude con un nuovo attacco alla politica e al PD, invitando a "processare davanti all'opinione pubblica" chi ha intascato i soldi:

Qui siamo a una distorsione per cui una banca è diventata un partito e un partito è diventato una banca, adesso questi devono tirare fuori i soldi dalle loro tasche, non dai 3,9 miliardi dell'Imu dei cittadini che sono fuori a protestare. Questa azienda non si riscatterà avendo questa gestione, vorrei come azionista e come cittadino fare chiarezza, perché questi soldi ci sono, qualcuno li ha presi, e questo qualcuno deve essere processato dall'opinione pubblica.

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