Scontri in Egitto: 42 morti nel secondo anniversario della deposizione di Mubarak

Al Cairo e in altre città egiziane manifestazioni e morti

A salutare il secondo anniversario della fine del regime di Hosni Mubarak 42 morti, 31 dei quali a Port Said dopo la sentenza di condanna a morte di 21 persone per la strage dello stadio del 2012. Al Cairo, questa mattina, sono ripresi gli scontri che stanno investendo tutto l'Egitto. Sempre piazza Tahrir teatro delle tensioni, con i manifestanti che tirano pietre contro le forze dell'ordine, che rispondono con lacrimogeni. Il pote dei leoni, sul Nilo, e il Lungonilo sono chiusi al traffico.

La Borsa egiziana ha riaperto invece questa mattina. Non ha fatto lo stesso l'ambasciata Usa nella capitale, tuttora con i portoni serrati "a causa della situazione della sicurezza nelle vicinanze", come si legge sulla pagina web della sede diplomatica. Il portavoce del governo, Ahmed Mohamed, ha smentito che l'esercito - per fronteggiare gli scontri a Port Said - abbia usato proiettili veri.

Ieri, come detto, la giornata peggiore. Port Said, ma anche Il Cairo e Suez le città dove la rivolta contro Morsi era più violenta. In particolare a Suez, ci sono stati otto morti e, secondo il medico legale che ha parlato ad al Ahram online - tutti per colpi d'arma da fuoco sparati da distanza ravvicinata, spesso da dietro. Ieri sera, nel centro del Cairo, erano i black bloc a farla da padroni. Così come ad Alessandria e a Suez.

Nella città del canale è stata assaltata una stazione di polizia e una ventina di detenuti sono stati liberati. Il presidente Morsi ha annullato la sua visita ad Addis Abeba, riunendo il Consiglio di difesa nazionale. Al termine, il ministro dell'Informazione, Salah Abdel Maksud, ha lanciato un appello al dialogo nazionale, condannando le violenze. E' stato imposto il coprifuoco nelle città più a rischio.

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