Rassegna della stampa estera: Patrizia D'Addario e Barbara Montereale faranno cadere Berlusconi?


Gli scandali che ormai da più di un mese perseguitano Silvio Berlusconi - che di volta in volta hanno assunto il nome di Noemi Letizia, Patrizia D'Addario e Barbara Montereale - saranno la causa della sua morte politica? Questo l'interrogativo che tormenta la stampa estera negli ultimi giorni.

E la assilla proprio tanto, a giudicare dall'impressionante numero di articoli pubblicati dopo la nostra ultima rassegna stampa di sabato scorso (date un'occhiata alla gallery). Le posizioni in campo sono sostanzialmente due: la prima, ben rappresentata dal britannico Daily Telegraph, ritiene che quella in corso sia la "tempesta perfetta" che finirà per portare via con sé Berlusconi.

Ha combattuto accuse di corruzione ed é sopravvissuto a una marea di gaffe verbali, ma ora una perfetta tempesta di pornografia sta minacciando di far cadere il prima inattaccabile Berlusconi. (..) Ora la pazienza dei suoi sostenitori è stata tirata fino al punto di rottura - e la Chiesa Cattolica si è unita a quanti segnalano che le scandalose accuse stanno danneggiando gravemente, e forse fatalmente, la sua reputazione. (..) Solo due mesi fa la posizione politica di Berlusconi sembrava inespugnabile. Dopo il suo ritorno al potere l'anno scorso, aveva affrontato la crisi dei rifiuti a Napoli, salvato la compagnia area di bandiera dalla bancarotta e reagito efficacemente al terremoto (..). Ma poi le cose hanno cominciato a disfarsi

La stampa estera su Berlusconi, Patrizia D\'Addario e Barbara Montereale
La stampa estera su Berlusconi, Patrizia D'Addario e Barbara MonterealeLa stampa estera su Berlusconi, Patrizia D'Addario e Barbara MonterealeLa stampa estera su Berlusconi, Patrizia D'Addario e Barbara MonterealeLa stampa estera su Berlusconi, Patrizia D'Addario e Barbara MonterealeLa stampa estera su Berlusconi, Patrizia D'Addario e Barbara MonterealeLa stampa estera su Berlusconi, Patrizia D'Addario e Barbara MonterealeLa stampa estera su Berlusconi, Patrizia D'Addario e Barbara MonterealeLa stampa estera su Berlusconi, Patrizia D'Addario e Barbara Montereale

Le inquietudini di molte testate si concentrano soprattutto sull'imminente G-8 a L'Aquila. E' sempre il Telegraph, in un altro articolo dal titolo significativo "Is the party over for Silvio Berlusconi?", a fornircene un esempio:

(Berlusconi) è stanco, in agitazione e preoccupato, perché (lo scandalo) rischia di oscurare il summit del G-8 da lui ospitato a L'Aquila il mese prossimo. Una burla nazionale si sta trasformando in un'umiliazione internazionale. (..) Dal momento che ci si aspetta che emergeranno altre rivelazioni indecenti, (il G8) è un evento che sta probabilmente terrorizzando il privo-di-vizi Obama e perfino il tormentato Gordon Brown

Sempre in UK, anche lo Scotland on sunday si è concentrato sui pericoli per l'imminente G8:

Perfino gli italiani abituati al mondo turbolento di Berlusconi, a solo un mese dal G8 in Italia, si stanno chiedendo per quanto tempo ancora il leader settuagenario potrà rimanere a capo del suo paese, data la rinnovata fissazione per la sua vita privata, che si sta accaparrando un sacco di titoli di giornale. (..) James Walston, professore di Scienze Politiche all'Università Americana di Roma e osservatore di lunga data di Berlusconi, ha dichiarato che, con il G8 che si profila minaccioso all'orizzonte, il primo ministro non può permettersi altri scandali personali. "il G8 sta arrivando ma (Berlusconi) dovrà passare più tempo a negare di essere implicato in un affare di escort che a fare l'uomo di stato con personalità come Obama

Sempre il professor Watson è stato citato dall'Observer domenica scorsa:

"(Quello che conta) non è necessariamente lo scandalo in sé, di cui la maggior parte della gente si disinteressa, ma il fatto che (Berlusconi) non sembri più avere il controllo della situazione. Il Governo, in ogni caso, non collasserà nel prossimo futuro, ma è certamente più debole"

The Economist trova invece che siano gli attacchi quotidiani alla stampa a stridere con l'imminenza del summit internazionale:

Il primo ministro ha anche l'abitudine di non rispondere alle domande. Nel 2002 si rifiutò di collaborare con i magistrati riguardo un caso di mafia. Rimangono senza risposte più di 50 domande che The Economist gli rivolse nel aprile 2001. Recentamente si è rifiutato di rispondere a 10 domande che gli ha posto La Repubblica riguardo al suo rapporto con la signorina Noemi Letizia. Mentre si prepara ad presiedere il vetrice G8 dei paesi ricchi a L'Aquila, dovrebbe riflettere sugli effetti che hanno i suoi attacchi verso la stampa estera sulla sua immagine e su quella del suo paese.

In Spagna, il catalano El Periodico ha parlato in un editoriale di "caricatura di Italia" e ha scoperto attraverso un sondaggio che l'84% dei suoi lettori vorrebbe le dimissioni del premier italiano. Il giornale conservatore El Mundo si è invece espresso in questi termini:

Molti considerano che lo scandalo erotico-festivo delle ultime settimane, in continua crescita, potrebbe causare la caduta finale di colui che finora sembrava politicamente immortale (..) Ormai non passa giorno in cui il rosario di rivelazioni non si incrementa con nuove e truculente scoperte, che ogni volta minano vieppiù la reputazione e il potere del Cavaliere

In un altro articolo il quotidiano iberico si è concentrato sull'espressione "utilizzatore finale" uscita dalla bocca di Ghedini, che ha trovato un ampio risalto sulla stampa internazionale:

L'utilizzatore finale ha imposto il suo modello di televisione alla società italiana, creando un talk show permanente, senza interruzioni. Berlusconi non è una persona, è un attore che interpreta se stesso 24 ore su 24 davanti alle telecamere. E quando non ci sono le telecamere, recita davanti ad un pubblico pieno di 'veline'

Ed è interessante notare che il rivale editoriale e politico de El Mundo, El Pais, non si è espresso molto diversamente:

Le denunce delle modelle pongono fine al feeling con la Chiesa cattolica ed all'ammirazione di molti italiani (..) Secondo fonti diplomatiche Berlusconi ha chiesto la solidarietà di varie cancellerie straniere, però lo sconcerto supera la comprensione. Lo dimostrano l'importanza data al Sexgate da parte di molti media statunitensi (..) o l'aneddoto raccontato da Jacques Chirac sulla sua visita a casa Berlusconi

L'eco degli eventi sembra aver varcato i confini europei, e anche quelli del cosiddetto "occidente", se è vero che il quotidiano indiano The Hindu si è espresso come segue:

Mentre Berlusconi potrebbe gradire il fatto che l'intera nazione e il mondo intero stanno discutendo della sua costante abilità sessuale, gli italiani, che sono stati a lungo indulgenti con le sue molte gag, improvvisamente sembrano non gradire più il gioco. Il numero dei suoi sostenitori sta diminuendo velocemente e la potente Chiesa Cattolica nazionale si è scagliata contro la controversia. (..) Il primo ministro deve ospitare il summit del G8 in luglio. Le continue accuse lo lasceranno in una posizione indebolita

Il Times, oltre ad avere realizzato una lunghissima intervista con Patrizia D'Addario, ha dedicato una quantità incredibile di articoli alla vicenda. In uno di essi, sembra profilarsi il sospetto che la vicenda finirà per lasciare illeso il Cavaliere, insieme ad un ipotesi sulle possibili ragioni di questa incredibile sopravvivenza politica:

Molti leader europei "si chiedono come Berlusconi possa ancora essere il Presidente del Consiglio, anche se non glielo dicono in faccia", secondo Graham Watson, leader dei Liberal Democratici al Parlamento Europeo. Una risposta puó essere data dal fatto che gran parte degli italiani si informa attraverso la televisione - e sia i canali di Berlusconi che la RAI, la televisione pubblica sotto il suo controllo, hanno messo a tacere gli scandali

Il quotidiano conservatore londinese si è poi concentrato, in una serie di articoli comparsi negli ultimi giorni, ad affrontare alla radice la questione del sessismo nel nostro paese, di cui secondo alcune interpretazioni gli scandali berlusconiani di questi mesi non rappresenterebbero che la punta dell'iceberg:

L'Italia è un paese in cui il femminismo e il politicamente corretto hanno fatto poche incursioni (..) Berlusconi è stato eletto tre volte, e gli italiani sono perfettamente consapevoli dei suoi atteggiamenti

In un altro articolo Sarah Vine approfitta del caso Berlusconi per lanciarsi in un lungo pezzo di sociologia d'accatto sui rapporti di genere in Italia, non privo di spunti interessanti ma troppo spesso intriso di luoghi comuni tagliati con l'accetta:

Chiunque abbia seguito la saga infinita di Silvio Berlusconi (..) potrebbe concludere che l'Italia è una terra che è stata dimenticata dal femminismo. Sicuramente solo la più decostruita delle società maschiliste potrebbe eleggere e tollerare un tale uomo come capo dello stato (sic), un uomo che sembra trattare le donne come merci da comprare e vendere per indulgenza del proprio ego. (..) Come molti dei suoi compatrioti, Berlusconi crede sinceramente di essere speciale e dunque invincibile. E' uno schema che si ripete continuamente in Italia. Fin dalla più tenera età, è chiaro che gli uomini e i ragazzi sono favoriti in maniera esclusiva

Grande risalto è stato dato poi - non solo da parte del Times ma anche sul Daily Telegraph, all'appello che su Micromega alcune accademiche italiane hanno lanciato alle first lady dei paesi invitati al G8 a boicottare il summit.

Sulla stampa francofona si segnalano gli articoli de L'Exprèss, L'Humanité, Libération. Significative le parole di Metro Montreal:

La sua immagine di uomo che corre dietro alle sottane si sta trasformando in quella del vecchio satiro. (..) A due settimane dal G8 (..) tutte queste "sciocchezze" cominciano a fare male. (..) La popolarità del Don Giovanni della politica italiana è in diminuzione. Gli italiani, abituati alle sue scappatelle, si interrogano. Quando è troppo è troppo. E' l'immagine di tutto il paese che subisce un colpo. Non c'è soltanto una vita privata non molto cattolica (..) c'è anche tutta una serie di accuse di corruzione

Anche il Guardian si è molto speso sulla vicenda, ospitando sulle sue pagine pure un editoriale di Ezio Mauro, per la gioia di quanti pensano ad una cospirazione internazionale orchestrata da Repubblica. In un editoriale comparso ieri, il giornale della sinistra britannica è tornato sulla questione del sessismo:

Se si dovesse indirre un concorso per scegliere il politico europeo più sessista, Silvio Berlusconi vincerebbe di sicuro. E' stato lui a dire che il governo spagnolo, composto equamente di ministri uomo e donna, era "troppo rosa". E' stato Berlusconi a dire che non c'erano abbastanza soldati per impedire gli stupri, perché le donne italiane sono troppo belle; ed è stato sempre lui a suggerire che le imprese straniere dovrebbero insediarsi in Italia perché le segretarie italiane sono le più attraenti del mondo. (..) E se si obiettasse che si tratta solo di parole - scherzi innocenti, a giudizio del presidente - il suo comportamento verso le donne nella sua vita privata è stato pure molto criticato, anche da sua moglie. (..)

Il Guardian si premura poi di spiegare le ragioni per cui gli italiani non dovrebbero votare Berlusconi:

Il suo atteggiamento nei confronti delle donne è solo una nella costellazione di ragioni per cui gli italiani non avrebbero dovuto eleggere Berlusconi per tre volte. Il suo rifiuto di voler ammettere il conflitto tra i suoi affari e gli interessi nei media, da una parte, e il suo ruolo politico dall'altro; i suoi attacchi al Parlamento e al potere giudiziario; l'uso che fa della maggioranza per garantirsi l'immunità dai procedimenti giudiziari; il suo fallimento nell'azione di contrasto al crimine organizzato; la cattiva gestione economica e le riforme illiberali alle quali sta lavorando. Sono tutte ragioni che competono per il primo posto

Per concludere, vale la pena di citare estesamente un altro articolo del Guardian di ieri che, a mio avviso, ha interpretato con notevole acume la situazione politico-morale italiana e le ragioni per cui - ed eccoci arrivati alla seconda posizione - Berlusconi è "a prova di scandalo in Italia". Scrive infatti Tim Parks:

La cosa interessante non è Silvio Berlusconi ma il popolo italiano (..) Qualcuno (in Italia) è sorpreso da queste accuse? E' probabile che Berlusconi cada sotto i colpi di questo scandalo, come suggeriscono speranzosamente i giornali britannici? Assolutamente no. (..) Questo non è il Regno Unito. Questo non è Gordon Brown. L'Europa può anche avere una moneta unica, ma continua ad avere molte mentalità diverse, e queste non stanno diventando più simili (..) Devo ancora incontrare un italiano che pensi che Berlusconi dovrebbe dimettersi per questo scandalo. E' dura immaginare quale crimine potrebbe costringerlo a lasciare. (..) Da quando la coalizione disperatamente frammentata che sosteneva Romano Prodi è collassata, la sinistra è evaporata, non solo nel parlamento, ma anche nelle teste delle persone. Berlusconi ha raggiunto uno status da Signore del Rinascimento. Più che popolare, è inevitabile. Non ci sono eredi, non ci sono oppositori credibili. La democrazia non è stata ufficialmente sospesa ma Berlusconi vincerà ogni elezione, e non solo perché possiede la metà delle stazioni televisive. Il paese è in preda a un profondo fatalismo. A 72 anni, Berlusconi andrà avanti finché il Signore non se lo prende. A quel punto gli italiani tireranno un sospiro di sollievo

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