Centralismo democratico: Marco Rizzo espulso dai Comunisti italiani


Ha agito in violazione dell’articolo 9 dello Statuto che regola la vita interna e la democrazia di Partito secondo il principio del centralismo democratico. Questa conclusione non è tratta da un discorso di Togliatti del 1947, ma dalla decisione della Commissione Nazionale di Garanzia del Partito dei Comunisti Italiani con cui viene decretata l'espulsione di Marco Rizzo.

L'allontanamento dell'ex dirigente del Pdci viene così motivato: Marco Rizzo non solo si è astenuto dallo svolgere la campagna elettorale per le Elezioni Europee a sostegno della lista Comunista (di cui il PdCI faceva parte con Rifondazione Comunista e Socialismo 2000), ma ha finanche dato indirizzo di voto diverso da come deciso negli organismi dirigenti del Partito; nella maggiorparte dei casi invitando a votare candidati di altre liste concorrenti a quella unitaria dei Comunisti (Italia dei Valori in primis, ed anche Partito Comunista dei Lavoratori e Sinistra e Libertà), in particolare sostenendo Gianni Vattimo (candidato nelle liste dell’Italia dei Valori), ed in certi casi dando indicazione di voto contro il nostro Segretario nazionale.

Sarebbe emerso in maniera inequivoca come negli ultimi anni di vita del Partito, in modo continuativo Marco Rizzo abbia perseguito obiettivi strategici diversi da quelli decisi ed approvati negli organismi del PdCI, di cui esso stesso faceva parte, comportamenti che esulavano dal libero dibattito e dal confronto politico tra compagni, ma erano protesi al frazionismo interno.

Si conclude così lo scontro tra Rizzo e il segretario nazionale del Partito, con Oliviero Diliberto che elimina un nemico interno che non ha rispettato il centralismo democratico ed ha fatto addirittura frazionismo interno...

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